Se nel nostro testamento ricordiamo anche gli ultimi

Un calcio alla crisi. Quando si tratta di generosità, gli italiani non sono secondi a nessuno. Non sorprendono, perciò, i dati riguardanti i testamenti: dei circa 100mila redatti in un anno, ben 9mila riguardano lasciti solidali. Lo testimonia anche l'Istat: nel 2011 queste preziose donazioni sono state 8.092 per poi salire, nel 2012, a 8.665 (su 96.247 testamenti). E le annate successive hanno solo consolidato questa tendenza. Si tratta di un dato importante che spazza via quella convinzione che le ultime volontà solidali (lasciare tutto o parte del proprio patrimonio a un ente specifico) siano frutto solo delle azioni di pochi benefattori. Fortunatamente questa stretta cerchia si sta allargando, consentendo con un semplice gesto di altruismo di tenere in vita tante organizzazioni che, come raccontiamo in questo Focus, si spendono attivamente per aiutare il prossimo, inteso sia come persone, sia come animali. E, a scanso di equivoci, non serve decidere, come ultime volontà, di trasferire in toto i propri beni.È necessario, da questo punto di vista, sviluppare una adeguata cultura e sostenere una preziosa informazione, per consentire a chiunque, e per tempo, di pianificare la propria successione, sia per disporre dei proprio patrimonio con gli eredi legittimi, sia per aiutare generosamente anche gli altri, magari con piccole somme, attraverso i lasciti solidali. Da questo punto di vista, contattare un notaio, punto di riferimento concreto per i cittadini, diventa una delle strade da seguire per chiunque volesse avere ulteriori chiarimenti e consigli, senza alcun vincolo e senza alcun impegno per gli eventuali donatori. Redigere al meglio un testamento è in tal senso fondamentale: se una quota della propria eredità è riservata per legge e garantita ai legittimari (coniuge, ascendenti e discendenti in linea retta), esiste sempre una quota di cui il testatore può disporre come desidera. Senza testamento non è possibile decidere la destinazione dei propri beni, e si perde la possibilità di distribuire quanto si possiede tra coloro che ci sono stati vicini o tra gli enti che ci stanno a cuore (i lasciti a favore di organizzazioni benefiche, oltretutto, sono esenti da imposte). Se poi non si hanno parenti entro il sesto grado e non si è fatto testamento, i beni passano direttamente allo Stato.Queste donazioni, insomma, non sono solo materia riservata alle star cinematografiche, ai campioni dello sport o ai manager di grandi multinazionali. Si può fare del bene anche nel proprio piccolo e senza vergognarsi per l'entità della somma. Secondo i notai italiani, il lascito sotto i 20mila euro rappresenta il 50% dei casi. Il 25% va dai 20mila e ai 50mila. Per il 18,1% si va dai 50mila ai 100mila e solo una piccola quota, l'8,5%, supera i 100mila euro. In queste pagine, potrete leggere quale beneficio ne traggano tante associazioni. Senza donazioni e lasciti molti enti benefici sarebbero costretti a chiudere o, alla meno peggio, a ridimensionare la possibilità di dare una risposta concreta a chi allunga la mano in cerca di dignità. Enti ai quali potrete anche rivolgervi, se interessati a sostenerli, per chiedere chiarimenti specifici, senza nessun impegno. Natale si sta avvicinando, mettendo in crisi la nostra coscienza. Se non ci avevate mai pensato prima, provate a rifletterci. Se eravate in dubbio, chiedete chiarimenti. Se siete decisi a farlo, tante persone, anche se indirettamente, vi saranno grate consentendovi, magari, di conquistarvi un piccolo angolo di Paradiso.Nella foto abbiamo voluto ricordare Rose Ann Bolasny che escluse i figli dal testamento e lasciò 1 milione di dollari alla sua adorata cagnetta «Bella Mia». Spiegando: «È la figlia che non ho avuto».