Se ritornano i «Malavoglia» quanta modernità in scena

All'Elfo Puccini, sala di sperimentazioni, la piéce dal libro di Verga: i classici danno sempre lezioni

Antonio Bozzo

La panoramica teatrale della settimana può prendere le mosse dai due debutti all'Elfo Puccini: I Malavoglia e Peter Pan guarda sotto le gonne, in cartellone fino al 19 marzo. Il romanzo di Giovanni Verga, adattato da Michela Miano e diretto da Guglielmo Ferro, figlio di Turi Ferro che lo interpretò fin dal 1982, nella messinscena fa l'occhiolino a «La terra trema» di Luchino Visconti. È la seconda tappa del «ciclo del vinti», prodotta da Progetto Teatrando, dopo il «Mastro Don Gesualdo». Il «Peter Pan» in Sala Bausch, invece, è una sorta di «trilogia sulla transessualità» e dispiega il disagio di avere un corpo che non corrisponde alle proprie pulsioni, come succede al protagonista Peter, che non a caso ha lo stesso nome dell'eroe della fiaba che Matthew Barrie ambientò ai Giardini di Kensington. Gli attori della compagnia escono tutti dalla scuola della Paolo Grassi.

Al Menotti, fino al 19 marzo va in scena un omaggio alla poetessa polacca Wislawa Szymborska, prodotto da Teatro dei Gordi e Tieffe Teatro. Ideato e diretto da Riccardo Pippa, affronta un tema costantemente rimosso: la morte, che tutti attende. Lo scrittore Roman Gary diceva che è «sopravvalutata», ma certo ne abbiamo paura.

Lo spettacolo ci porta dove le anime lasciano il corpo e comincia il viaggio nell'aldilà. Niente cornetti scaccia malocchio in tasca: lo spettacolo è giocato sulle corde della poesia e dell'ironia. Risate sicure al Carcano, dove fino al 19 marzo tiene banco un classico degli esauriti di sala: Matti da slegare, con Giobbe Covatta ed Enzo Iacchetti, diretto da Gioele Dix; la storia di come arte e amore possano far uscire da una gabbia di fobie e dolori. Al Teatro della Cooperativa, dal 15 al 19 marzo vediamo Albanaia, prodotto dal Filodrammatici e diretto da Bruno Fornasari. In scena, con Tommaso Amadio, un coro di 18 alpini: lo spettacolo nasce da un diario di guerra (la Seconda mondiale) dall'Albania ed è tratto dal romanzo di Augusto Bianchi. All'Out Off, fino al 19 marzo il sipario si alza su Gli amori difficili, le avventure sentimentali che Italo Calvino scrisse tra 1953 e 1967. Per lo scrittore, tutti i veri amori sono difficili, e non gli si può dar torto. La regia è di Lorenzo Loris, che prosegue il viaggio drammaturgico tra i maggiori autori della nostra letteratura; in scena, in diversi ruoli, Gigio Alberti, Monica Bonomi, Nicola Ciammarughi.

Dal 17 al 19 marzo, il Teatro degli Incamminati ospita allo Spazio Banterle La ragazza Carla, di Elio Pagliarani, diretto e interpretato da Carla Chiarelli. È l'adattamento di un poema che Pagliarani dedicò a una giovane catapultata nel mondo del lavoro, uscito nei primi anni del boom economico. Protagonista è Milano, città che non si ferma mai e cambia in sintonia con i tempi. Se quelli di oggi siano più stimolanti dei tempi di Carla, sarà lo spettatore a deciderlo.