Sea, aria di scioperi dopo il vertice in Comune

Agitazioni, disagi in vista già da oggi per chi viaggia in aereo a Linate e Malpensa e infine uno sciopero di 4 ore il 19 aprile. La causa è una mannaia che rischia di abbattersi su 739 lavoratori. Moltissimi. Sono oltre un terzo dei 2392 dipendenti di Sea handling, che adesso potrebbe aprirsi alla privatizzazione e passare così nelle mani degli scozzesi di Menzies Aviation. La società che gestisce i servizi di terra degli scali milanesi è a forte rischio, se la Commissione europea non concederà la richiesta di sospensiva della multa di 360 milioni.
I sindacati di base hanno incontrato i rappresentanti del Comune a Palazzo Marino per essere rassicurati. Ma nonostante le parole dell'assessore alle Politiche per il Lavoro, Cristina Tajani, che ha escluso l'esistenza di un «Piano B» (appunto quello che prevederebbe i tagli), sono usciti dall'incontro a Palazzo Marino «fortemente delusi» e ora prevedono già da oggi «mobilitazioni dei lavoratori» che potrebbero creare disagi negli scali aeroportuali milanesi. E il capogruppo della Lega, Alessandro Morelli, ha già chiesto al sindaco Pisapia di riferire in consiglio comunale sul caso Sea.
Il «Piano B» che fa paura sarebbe contenuto in un dossier inviato da Sea alla Commissione europea in cui si ipotizzava la cessione di Sea Handling dando vita a una newco che prevederebbe però una riduzione del 30 per cento del personale. Timori riportati ieri al sindaco di Milano Giuliano Pisapia e all'assessore, nel corso di un incontro.
«Non ci sono piani b - sono state al termine le parole della Tajani -, sarebbe un controsenso perché indebolirebbe tutte le azioni legali che il Comune sta portando avanti». L'assessore ha infatti ricordato ai sindacati di base il ricorso e l'istanza di sospensiva della multa presentati in sede europea da Palazzo Marino. E ancora: «Non ci sono altre ipotesi, perché tutti gli sforzi sono concentrati su il ricorso e sulla sospensiva che è fondamentale. Ci consentirebbe di avere più tempo».
Le rassicurazioni non sono state per nulla sufficienti. All'uscita i sindacati hanno confermato i propri timori. «Abbiamo chiesto che i due azionisti principali, il Comune e il fondo F2i, scrivessero un comunicato unitario che escludesse l'esistenza di un «Piano B», ma non ci sarà - riferisce Giovanni Cervone della Cub -. Siamo fortemente delusi. Ci hanno ribadito che aspettano la sospensiva ma noi abbiamo bisogno di rassicurare i lavoratori». Rimettere Sea Handling in Sea è «l'unica strada da percorrere» anche secondo Flai.