Sea, Gamberale chiede un'asta E ora i bilanci sono a rischio

Bilanci di Comune e Provincia a rischio dopo che F2i, il fondo di Vito Gamberale, con una lettera inviata in duplice copia ha minacciato di invalidare lo scambio appena realizzato delle di quote di Sea e Serravalle. Uno swap grazie al quale la giunta Pisapia ha trasferito alla Provincia il suo 18,6 per cento di Serravalle (più 45 milioni di euro di conguaglio), ricevendone in cambio il 14,56 per cento di Sea. Un'operazione che era chiaro non dovesse piacere a Gamberale che solo quest'inverno era entrato nel business degli aeroporti lombardi acquisendo il 29,75 per cento di Sea grazie a una gara pubblica a dir poco discussa. E che ora, con il Comune che risale nuovamente nella partecipazione azionaria, rischia di vedere gravemente indebolita la sua governance nella società. Di qui la missiva che si può tradurre in un ultimatum al presidente Guido Podestà a cui viene chiesto di bandire un'asta pubblica. «Come previsto - attacca la Lega con il consigliere comunale Alessandro Morelli - il vero padrone di Sea inizia a fare i propri interessi dopo che Pisapia gli ha svenduto l'azienda dei milanesi». Con Gamberale che minaccia di opporsi a una «permuta onerosa di valori mobiliari» fatta senza tenere conto del mercato. Cosa che impedirebbe anche di avere «oggettivi elementi di valutazione in ordine all'effettivo valore di mercato della partecipazione in Sea». Chiaro che sullo sfondo adesso c'è la possibilità per il Comune di cedere una quota superiore al 50 per cento, mantenendo comunque in portafoglio un pacchetto significativo, seppur di minoranza. Dalla Provincia al momento nessuna reazione ufficiale. Ma fonti vicino alla presidenza fanno notare la «sorpresa per una contestazione fatta solo alla quote Sea e non a quelle Serravalle del Comune». Chiaro «che dietro a un'eccezione formale, ci siano per Gamberale faccende di mero interesse speculativo».