Sea: «Il piano Alitalia? È un attacco al Paese»

Dopo Regione, Provincia e Comune anche Sea - la società che gestisce gli aeroporti di Linate e Malpensa - si scaglia contro l’attuazione del piano di ridimensionamento di Alitalia. «Se si attuasse il piano di Alitalia - si legge in una nota della società - la situazione per il sistema del trasporto aereo italiano subirebbe gravi danni. L’obiettivo di regionalizzare la nostra compagnia di bandiera taglia definitivamente fuori l’Italia dai grandi mercati mondiali». A finire sotto accusa quello che è stato definito dalla stessa Alitalia di «transizione e soppravvivenza» e «finalizzato a perseguire condizioni di sostenibilità e continuità dell’attività aziendale nel breve-medio termine»: «ci auguriamo - proseguono da Sea - che l’entrata di un nuovo partner industriale garantisca al più presto un ripensamento delle strategie di Alitalia in un ottica di sviluppo che persegua logiche di mercato».
Tutti sul piede di guerra dunque, senza distinzione di colori o bandiere politiche. «Le informazioni relative al nuovo piano Alitalia - denuncia l’assessore regionale al Territorio e all’urbanistica Davide Boni - dimostrano che alla fine sono prevalse logiche profondamente diverse da quelle del mercato e del buon senso, lasciando spazio a decisioni unicamente territoriali e campanilistiche». Quindi la richiesta: «La regione Lombardia attui concretamente un vero e proprio sciopero nei confronti di Alitalia, che può benissimo iniziare fin da oggi a non contare più sul nostro supporto». Dalla Cgil Lombardia, invece, arriva un ultimatum: se entro il 12 settembre - data in cui si riunirà il Cda Alitalia - il piano non verrà profondamente modificato, «il sindacato confederale lombardo non resterà fermo». Anzi. «Chiameremo in causa il Governo che, come azionista, deve assumersi tutte le responsabilità del caso». Nel frattempo il consigliere regionale Alessandro Colucci - attraverso un’interpellanza - chiede al presidente Formigoni l’apertura di un dibattito sulle iniziative già avviate e quelle che intende intraprendere per lo sviluppo di Malpensa.
Formigoni che - preannunciando ricorso all’Ue - proprio ieri ha dovuto incassare un primo parere negativo: fonti dalla commissione europea, infatti, spiegano che «è una decisione puramente commerciale e non riguarda nessuna legislazione europea». «L’Ue - la risposta della Regione - ha invece rilevanti competenze».