Seggi aperti solo il 5 giugno: «Una mancanza di rispetto»

Parisi chiede di allungare il voto a lunedì, dopo il ponte Appello di Berlusconi: «Liberiamo Milano e poi l'Italia»

Chiara Campo

«Votare solo nella domenica di un ponte è una mancanza di rispetto verso gli elettori». Il candidato del centrodestra Stefano Parisi nelle scorse settimane aveva fatto un doppio appello al governo Renzi: fissare il voto delle Comunali entro il mese di maggio, a scuole ancora aperte «per favorire la più ampia partecipazione» oppure, nel caso di primo turno il 5 giugno, tenere aperti i seggi anche il lunedì mattina perchè altrimenti moltissimi milanesi saranno via, approfittando del lungo stacco per la festa del 2 giugno. Niente da fare. Due sere fa il Consiglio dei ministri ha firmato il decreto che fissa il voto solo domenica 5 con ipotesi di ballottaggio il 19 giugno. E Parisi ieri ha ribadito che c'è il rischio astensionismo. «Avremmo preferito sapere la data del voto per tempo - puntualizza anche la capolista di Forza Italia Mariastella Gelmini sull'annuncio del ministro dell'Interno a due mesi da voto - e visto che si è scelta una data così spostata, sarebbe stato corretto far votare i cittadini anche il lunedì mattina. Noi comunque ci attrezzeremo e ci faremo trovare preparati».

Ed è Silvio Berlusconi a fare un appello contro l'astesionismo per «liberare Milano, se vogliamo togliere la città dalla paura e riportarla alla vita normale dobbiamo riportare a votare le persone deluse». In collegamento telefonico con i pensionati che hanno partecipato ieri in corso Venezia all'incontro organizzato dal coordinatore nazionale dei Seniores azzurri Enrico Pianetta, il leader di Fi ha attaccato con una battuta sugli acciacchi («il mio amico Confalonieri mi dice che a quest'età finchè si sente un dolorino al giorno va bene, vuol dire che non sei morto»), ha annunciato che sarà «nonno felice per la nona volta» visto che il figlio Piersilvio è in attesa di una bimba, e ha lanciato come fa spesso una «catena di Sant'Antonio». Ha invitato i militanti a «convincere amici e conoscenti che si sono allontanati dalle urne perchè disgustati dalla politica e da Renzi a tornare a votare». Era atteso in corso Venezia ma all'ultimo non si è presentato, c'è stato un lungo guasto lungo la metropolitana rossa e in sala non c'era il pienone. «Stavo venendo ma mi hanno detto di fermarmi perchè la metropolitana non funzionava. Ma mi ha fatto anche comodo perché stamattina mi sono svegliato con un dolore fastidiosissimo alla spalla destra». Sul palco oltre alla Gelmini c'erano ex assessori delle giunte Albertini o Moratti, come Tiziana Maiolo, Girolamo Sirchia, Giancarlo Martella. «Bisogna votare - ha incalzato Berlusconi - per poi trasformare la città come eravamo riusciti a fare con l'amministrazione Albertini. Il governo di Pisapia e del Pd non hanno fatto davvero niente in questi 5 anni». La ricetta di Forza Italia è «più ordine, meno furti e meno degrado». Nella Milano amministrata dalla sinistra invece «c'è l'emergenza case occupate, su alcuni mezzi la sera non si può viaggiare per paura». Questo voto per Milano «è importante non solo per la città ma anche per cambiare la politica in Italia e prepararci alle elezioni nazionali. Facendo ripartire Milano, faremo ripartire il Paese». Qui, a Roma e Napoli «abbiamo scelto uomini del fare, non del blablabla».