SEGUE DA PAGINA 49

(...) rispettato l’orario di chiusura, lasciando che i candidati presenti consegnassero i test dopo il termine previsto. E tutto ciò stranamente alla presenza di vigilanti compagni d’ufficio di alcuni partecipanti alla prova».
Il concorso si svolgeva contemporaneamente in tutti i capoluoghi di regione, e per Milano erano in palio 122 posti per consentire a impiegati già in servizio di avere una qualifica professionale più alta. «Guarda caso – continua il legale – la prova è iniziata quando erano presenti proprio 122 candidati. Un’altra decina di persone venivano da fuori città: una giornata di neve li aveva messi in difficoltà per arrivare a destinazione, avevano telefonato dicendo che sarebbero arrivati in ritardo ma non ne hanno tenuto conto. Perché, ad esempio, a Torino nelle stesse condizioni erano stati ammessi i candidati ritardatari e a Milano no? Una strana forma di severità che eventualmente doveva essere applicata anche per l’orario di chiusura, ma non è stato così. Giusto selezionare in base al merito, ma che la selezione sia uguale per tutti, e sulla base di prove corrette». Nella memoria di denuncia preparata da Domenico Barboni per i giudici del Tar oltre allo zelo sospetto sul rispetto degli orari si mette sotto accusa anche la prova in se stessa: «Anche nel merito sono stati rilevati vizi determinanti: numerose domande (tra cui quelle in materia di diritto costituzionale e giustizia amministrativa) non vertevano sulle materie oggetto del I e II modulo formativo, come invece prescritto dall’articolo 5 del citato bando, ciò costituendo un’evidente declinazione di eccesso di potere.
È stato altresì osservato che la composizione del Comitato di Vigilanza (di cui al medesimo articolo 5 del bando) è stata effettuata prescindendo dalle più ragionevoli ed elementari esigenze di imparzialità: tra i nominati membri dell’organo di controllo, infatti, sono risultati alcuni colleghi - in servizio presso lo stesso ufficio, e nella stessa stanza - di alcuni candidati partecipanti al test selettivo.
Di più, è risultato che alcuni plichi, contenenti le buste sigillate con le domande, siano giunti presso la sede della prova in numero non coincidente rispetto a quello dei candidati idonei: anche di tale anomalia l’amministrazione deve rendere conto».