Sel fa le pulci al sindaco sullo sponsor del concerto

Dopo il cleaning day la sinistra contesta anche la festa di chiusura: «Pagata dalla società che combattiamo da anni per le sale slot»

Non c'è bisogno dell'opposizione per demolire il centrosinistra che governa a Palazzo Marino. Fanno tutto da soli. Nel weekend che la giunta ha battezzato «Bella Milano» sono venuti a galla mal di pancia e liti interne alla maggioranza. Mancano 12 mesi alla fine del mandato, e per il sindaco saranno i più lunghi, vista l'aria che tira. Il Comune ha messo in piedi sabato e domenica una due giorni dedicata alla pulizia dei muri dai graffiti e alla socialità, prosecuzione ideale della manifestazione «Nessuno tocchi Milano» che vide il sindaco in testa al corteo dei 20mila infuriati per le devastazioni dei black bloc. Sabato è bastato che un gruppo di volontari cancellasse (con il permesso del Consiglio di Zona 1, peraltro) la parte di un graffito disegnato nel 2001 dall'artista Pao e ormai imbrattato, per far scattare un putiferio. E gli sfottò degli esponenti di Sel. Ieri, il capogruppo Mirko Mazzali è tornato alla carica, buttando lì maliziosamente su Facebook: «Io lo dico solo per informazione e non ci vedo niente di male per quanto mi riguarda, anzi se grazie a sponsor si possono fare iniziative va benissimo ci mancherebbe. Però il concerto Rapper di stasera in Darsena, che chiude gli eventi Bella Milano è sponsorizzato da una delle più grosse società di scommesse». Ieri dalle 21 in Darsena, sullo storico «Barcun» che nel Dopoguerra veniva usato per trasportare la sabbia lungo i Navigli, appena restaurato e rimesso in acqua, si è esibito gratis per il pubblico soprattutto di giovanissimi il rapper Emis Killa. Uno show promosso in collaborazione con il Comune e sponsorizzato da SisalPay, la celebre società di scommesse. E Sel ha voluto focalizzare l'attenzione sulla «doppia morale» del sidnaco e della giunta, che da anni combattono in ogni sede (soprattutto legale) l'apertura di nuove sale slot e poi accettano il generoso contributo del settore. «Il tema - prosegue più seriamente Mazzali sempre sul sociel network - è che se tu amministrazione lanci una iniziativa devi preoccuparti che chi sponsorizza la iniziativa venga scelto con criteri oggettivi e che magari lo sponsor non si occupi di attività che tu combatti da anni». E nel mirino sia di Mazzali che del braccio destro del sindaco, Paolo Limonta, c'è il comunicato del Comune, in particolare dell'assessorato ai Lavori pubblici gestito dalla Pd Carmela Rozza, in cui viene lodata a bilancio della manifestazione del cleaning day «quella Milano che reagisce, apolitica, civica». La politica, contesta Mazzali, «è la cura della città, non si può usare il termine in senso negativo collegandolo a caso al civismo». Limonta, anima dei «comitati arancioni» non cita il Pd ma contesta la strumentalizzazione della gente con questa iniziativa.

L'assessore Rozza, che con altri colleghi Dem ha partecipato alle pulizie della città e ha girato anche ieri nelle zone (da via Saint Bon alla Martesana) dove i volontari non avevano ancora concluso i lavori sabato, si dice «stupita» che «nessuno degli esponenti di Sel abbia valorizzato la giornata di pulizie nei quartieri popolari, dove commercianti, cittadini italiani e stranieri, hanno lavorato insieme per il bene della città, un esempio concreto della Milano che include. Mi sembrava quella la notizia. Hanno preferito fare polemica su stupidaggini, peccato».