Senza chiavi entra in casa dalla finestra I vicini chiamano il 113 e rischia l'arresto

Vicissitudini estive di amici che hanno passato l'estate a Milano. Una di queste - storia semikafkiana, capitata la vigilia di Ferragosto a un collega in pensione da qualche anno - merita di essere raccontata perché svela una città che, qualche volta, riesce anche a pareggiare i conti tra giustizie e ingiustizie.

L'ex collega, brillante sessantenne, venerdì 14 agosto, mentre recupera la bicicletta che ha legato a un palo davanti alla stazione Centrale, in piazza Duca d'Aosta, viene scippato dello zainetto che tiene su una spalla: il ladruncolo, ragazzetto veloce, gli passa accanto e sfila agilmente lo «scrigno» di tela, quindi s'addentra in un sottopassaggio, sparendo. Porta con sé le chiavi di casa del giornalista, quelle della moto, i documenti personali, il bancomat, le carte di credito e 70 euro in contanti. La cui famiglia è in vacanza e adesso che il ladro ha pure il suo indirizzo teme sia corso a ripulirgli l'appartamento?

Così, in bici raggiunge la propria abitazione a Lambrate e riesce a entrare nella sua abitazione dopo aver rotto il vetro che divide un'area comune dello stabile ed essersi infilato sotto la propria porta finestra del balcone lasciata provvidenzialmente semi aperta. Si appresta quindi a chiamare il fabbro perché gli cambi la serratura (ora che il ladro possiede chiavi e recapito non è il caso di lasciare nulla al caso) mentre dalla strada arriva il suono delle sirene delle «Volanti» della polizia. Gli agenti inchiodano e corrono lungo le scale: qualcuno, dei pochissimi inquilini rimasti nello stabile a Ferragosto, ha sentito il rumore del vetro rotto e ha avvertito il 113. Inutile dire che l'amico farà una gran fatica a far capire ai poliziotti - che gli chiedono insistentemente un documento di riconoscimento rimasto, ahilui, nello zainetto rubato - di essere il padrone di casa e non un ladro che tentava di fare irruzione in un'abitazione lasciata vuota per le ferie. A nulla valgono le sue frasi: «Ho fatto il cronista di nera per quarant'anni, in questura mi conoscono tutti!». Dopo una buona mezz'ora il poveretto, quando ormai dispera di farcela, trova casualmente, tra gli effetti della moglie, il proprio passaporto e finalmente riesce a chiarire la vicenda. La polizia se ne va, arriva il fabbro e cambia la serratura. Tuttavia, una giornata tanto particolare, non poteva finire così. L'ex collega, infatti, non si dà per vinto. Grazie al mestiere che ha svolto per tanti anni sa bene che i ladri badano al sodo: e se il suo scippatore si fosse limitato a prendersi il denaro per poi buttare lo zainetto e tutto quello che contiene in un cestino delle spazzature. Così raggiunge la zona della stazione Centrale e, dopo oltre 4 ore e decine di cestini della spazzatura controllati, in via Ferrante Aporti rinviene tra i rifiuti lo zainetto sottrattogli la mattina: a parte il denaro, contiene tutti i documenti e le chiavi. Sbigottito ma finalmente sereno (cambiare il frontalino della Harley sarebbe stato un salasso, ndr ) il Nostro fa per tornarsene a casa. Qualcuno, però, a quel punto, cerca di bloccarlo proprio davanti al cestino. Sono due anziani che, credendolo uno scippatore reduce da un furto, inveiscono contro di lui e chiamano la polizia. L'ex collega, dopo tutte le emozioni della giornata, non li sta nemmeno a sentire. E mentre la polizia arriva sul posto, se ne torna placido in bici verso casa. In attesa del Ferragosto, finalmente.