Sequestrata e picchiata per prenderle l'abitazione

In qualità di una parentela nemmeno così stretta (sono solo cugini acquisiti, peraltro ex) pretendeva che lei gli lasciasse l'alloggio popolare al quale la poveretta aveva pienamente diritto. E poiché la donna non si è piegata ai suoi voleri, il caro, ormai lontano parente ha pensato bene di sequestrarla non senza lesinare sulle cattive maniere e, naturalmente, mostrando senza alcun pudore tutte le proprie pessime abitudini.

Così un marocchino di 35 anni è stato arrestato domenica dalla polizia con l'accusa di sequestro di persona e lesioni dalla in via della Chiesa Rossa 71. Aveva infatti chiuso in casa la ex moglie del cugino, legandole mani e polsi con dei cavi elettrici mentre lui, ubriaco, si drogava. Secondo la prima ricostruzione, l'uomo voleva entrare in possesso della sua abitazione.

La vicenda è degenerata nella tarda mattinata, verso le 13.30. È stata la donna, una 30enne anche lei di origine marocchina e regolarmente residente nell'abitazione, a chiedere aiuto al 112 e a spingere così i soccorsi a intervenire in suo favore.

Ma vediamo com'è andata. I due si erano incontrati la sera prima, cioè sabato, in un locale, e avevano trascorso la notte sotto lo stesso tetto perché la marocchina sui era mossa a compassione quando il cugino acquisito le aveva raccontato, a fine serata, di non sapere dove andare.

L'incubo, però, contrariamente a quanto accade di solito, era iniziato al risveglio. Quando l'uomo aveva cominciato a pretendere anche con una certa veemenza che la donna gli lasciasse l'alloggio in quanto ex del parente. Una richiesta che, come si dice comunemente, non sta ne in cielo ne in terra. Alla risposta negativa di lei, però, il cuginetto non l'ha presa bene. Al punto che ha messo a soqquadro l'abitazione, ha rotto il citofono e le ha legato i polsi con dei cavi elettrici. Ha quindi cominciato a bere e a farsi di cocaina davanti alla donna.

La donna a quel punto ha approfittato della distrazione del malvivente per chiamare aiuto. Quando la «Volante» della polizia è arrivata sul posto ha sentito la vittima invocare aiuto e lamentarsi dal terzo piano. L'uomo, dopo aver temporeggiato, ha aperto la porta di casa ai poliziotti. La 30enne era a terra in stato di semi incoscienza e l'uomo è stato arrestato. Portata al Policlinico in ambulanza la donna è stata dimessa con otto giorni di prognosi.

PaFu

Commenti

mariod6

Mer, 05/10/2016 - 17:30

Bisogna chiedere a Frottolo e alla Boldrini se questa risorsa rientra nel loro programma di assistenza o se è in quello delle Coop. Comunque resta inspiegabile che questo delinquente, senza un posto dove abitare, avesse i soldi per la cocaina e per ubriacarsi. Chissà perché tutti questi "migranti" hanno sempre a disposizione fondi di dubbia provenienza per fare danni.