Sequestrato per una notte dentro il bar dell'oratorio

Un giovane entrato per rapinare il locale ha tenuto in ostaggio il gestore fino all'alba

Per sette ore sotto la minaccia di un coltello a servire una birra dietro e l'altra e poi seduto al tavolo con il sequestratore, sorbirsi i suoi sfoghi. Un incubo per il gestore del bar dell'oratorio di Pioltello, finito solo quando il primo avventore del mattino ha visto la scena dalla finestra e ha chiamato i carabinieri. I militari arrivati in pochi minuti hanno liberato lo stremato barista e arrestato il «rapitore», un giovane di 19 anni, qualche precedente per furto e rapina, ma soprattutto con evidenti problemi di equilibrio mentale.

La brutta avventura per F. G., 49 anni, celibe, gestore del bar dell'oratorio di Santa Maria Regina, inizia verso le 23.30 di venerdì, quando Riccardo P., entra furtivamente dalla finestra che dà sul retro. Il barista se lo trova davanti, cerca di allontanarlo spiegandogli che stava ormai chiudendo. Il giovane va però su tutte le furie, spiega che deve per forza bere altrimenti sarebbe stato male. Più tardi F. G., spiegherà ai carabinieri di avere avuto l'impressione che il giovane fosse già sotto effetto di qualche sostanza.

Nel bel mezzo della discussione Riccardo P. nota un coltellaccio da cucina con una lama da 20 centimetri sul tavolo, lo impugna e lo punta contro la sua vittima. Argomento più che convincente. L'uomo è costretto a versargli la prima di una lunga serie di birre. Non solo, ma anche a sedersi al tavolo con lui e ascoltare tutte le sue vicissitudini. Una conversazione che prosegue tutta la notte. Poi a un certo punto il giovane nota il registratore di cassa e intima al barista di aprirlo per poi arraffarne il contenuto, circa 200 euro. Ma non sembrano certo i soldi il suo obbiettivo, infatti li lascia sul tavolo e riprende a chiedere da bere. Alla fine saranno dieci le birre scolate.

L'incubo per l'ostaggio finisce solo alle 6.40 quando arriva il primo avventore per il classico cappuccio e cornetto del mattino. Trova l'ingresso sprangato, sbircia attraverso la finestra e vede appunto il ragazzo e l'amico barista al tavolo. Ma con un coltello di mezzo. Ovvio che qualcosa non va e quindi chiama i carabinieri. Pochi minuti e poi arrivano un paio di gazzelle. I militari riescono a entrare senza fatica e senza fatica a immobilizzare il ragazzo che, stremato dalla notte in bianco e dalle tante birre, si fa infatti ammanettare senza opporre resistenza. In caserma avverte il padre del suo arresto e poco dopo il pover'uomo arriva trafelato. Affranto e spaventato per questo ragazzo che gli sta dando non poche preoccupazioni. Nel suo fascicolo risultano infatti qualche furto e una rapina. A cui adesso vanno ad aggiungersi il sequestro di persona e una seconda rapina.