«Seregno laboratorio del buongoverno»

La seconda città più importante della Brianza va al voto. Ed è un laboratorio. Il sindaco uscente, il leghista Giacinto Mariani, deve lasciare la fascia tricolore per raggiunto limite dei due mandati. Evitando spaccature, però, il centrodestra si compatta. Forza Italia ha l'uomo giusto: un giovane avvocato, stimato, l'assessore uscente Edoardo Mazza. Così un Carroccio al massimo dei giri fa cadere la sua scelta sull'alleato. Oggi Mazza è nel pieno fermento della sua campagna elettorale: ha appena visto sbarcare in città Matteo Salvini e si prepara a beneficiare della visita dell'ex premier Silvio Berlusconi.

Allora Mazza, la Lega ha accettato di lanciare un forzista?

«La Lega è convinta. D'altra parte, quando noi avevamo il doppio dei voti della Lega abbiamo sostenuto un candidato loro. Nei Comuni è così. La scelta è anche sulle persone».

La visita di Salvini è un segnale...

«Importantissimo. Ha spiegato che è stato giusto fare un passo indietro per continuare il buon governo della città. Una scelta di altissima responsabilità, apprezzatissima. La risposta della gente è stata eccezionale. E Salvini ha promesso che tornerà se dovesse servire».

Ora spera nell'arrivo di Berlusconi?

«Certamente. Il presidente dovrebbe arrivare lunedì. E io spero che possa anche tornare, in caso di ballottaggio. Magari torneranno insieme. Sì, questo è davvero un laboratorio importante di buongoverno».

Lei da sempre uomo di Forza Italia?

«Sì, sono entrato in Consiglio dieci anni fa e nel 2010, dopo un ottimo successo personale, mi è stata affidata la delega a urbanistica, edilizia e patrimonio».

Che impronta ha dato al territorio?

«Abbiamo approvato, senza polemiche, strumenti urbanistici che non prevedono consumo di suolo ma riuso e riqualificazione. Anticipando in questo le norme regionali».

Mariani era con lei e Salvini in piazza...

«Col sindaco Mariani abbiamo sempre avuto un rapporto franco, come si dice, ma anche molto leale. È con noi».

Chi sono i vostri avversari?

«Ci sono due problemi: il primo è che Renzi, dando prova di cinismo, ha fissato il voto al 31 maggio, due mesi dopo la data scelta nel 2010. Il secondo problema è la frammentazione, con 17 liste e 11 candidati sindaco. Temiamo molto astensione e dispersione del voto».

Chi è l'avversario più temibile?

«Direi William Viganò, del Pd».

Perché un elettore di centrodestra dovrebbe aver paura di una vittoria del Pd?

«Loro sono la sinistra. Sulla sicurezza, per esempio, noi abbiamo fatto un grande lavoro. E lo porteremo avanti. Abbiamo sempre detto no e continueremo a dire no all'accoglienza di migranti sulle spalle dei cittadini. Non abbiamo mai voluto campi rom né moschee».

Su diritti e famiglia che idea avete?

«Crediamo nella famiglia tradizionale, prevista nella Costituzione».

Sui tributi che linea ha?

«Il governo ci ha tagliato 5 milioni mettendoci in difficoltà. Ma io credo che, salvo altre brutte sorprese, possiamo non aumentare i tributi o ridurli. L'impegno che prendo è razionalizzare la spesa per restituire parte dell'Imu. Berlusconi ha dimostrato che noi possiamo fare cose simili».