La Serravalle non si riesce a vendere A rischio i cantieri delle nuove strade

L'allarme Serravalle continua a tenere alta l'attenzione. E dopo la seconda asta deserta, i cantieri della Pedemontana cominciano a essere a rischio, dicono da Palazzo Isimbardi. Inoltre, se la Provincia non risultasse in grado di sottoscrivere un aumento di capitale, potrebbe perdere il controllo della società.
Guido Podestà, presidente della Provincia, non si sottrae al tema. E ha messo in calendario un incontro con il sindaco, Giuliano Pisapia, così da affrontare il tema in sinergia. «Spero che individueremo una soluzione entro il mese, non vogliamo svendere ma sarà il mercato a decidere il prezzo. Ci stiamo confrontando con gli altri soci per capire quale sarà la strada da seguire» dice Podestà riguardo la vendita della quota di Serravalle, pari al 53%, detenuta dalla holding provinciale Asam.
Si parla di vendita diretta e tra i possibili acquirenti si torna a fare il nome dei Gavio. D'altra parte, non sono molti i soggetti che operano nel settore e che quindi possono essere interessati all'acquisto. Due le ipotesi allo studio: una nuova perizia che stabilisca il valore (e dunque la base d'asta) per Serravalle oppure una gara simile a quella svolta sulla partecipazione in Sea (ceduta a fine 2012 a F2i) che preveda possibilità di ribassi.
Già il 18 luglio la questione dovrebbe essere affrontata in consiglio provinciale, come ha detto nei giorni scorsi il presidente dell'aula, Bruno Dapei, assicurando che se vendere Serravalle resta una priorità, «il consiglio provinciale di Milano, pur di fronte alla brutta notizia di una seconda asta deserta, non autorizzerà mai la svendita della società».
Una situazione che affonda le sue radici nella gestione passata: l'amministrazione Penati pagò il doppio (8,83 euro per azione) del prezzo che oggi nessuno è disposto a riconoscere (4,45 euro per azione). Oggi vendere Serravalle non è solo una questione finanziaria: dall'operazione dipendono attività che hanno un impatto immediato per i cittadini lombardi. Senza una soluzione entro la fine del 2013, non sarebbe più garantito il finanziamento dei cantieri delle nuove opere su cui Serravalle si è impegnata (Pedemontana, Tangenziale Est Esterna).