Sesto, patto Pd-Legambiente Addio alla «Città della salute»

Il sindaco «minaccia» di portare in giunta Di Simine, il verde nemico giurato del maggior progetto della città

Luca Fazzo

É l'unica grande operazione imprenditoriale in corso a Sesto San Giovanni, l'unico progetto in di portare occupazione e sviluppo in una città pesantemente segnata dalla deindustrializzazione. Ma ora la Città della Salute, il grande polo sanitario di cura e ricerca destinato a sorgere sulla ex area Falck, fa bruscamente irruzione nelle elezioni che domenica prossima dovranno scegliere il prossimo sindaco di Sesto. E rischia di costituire una brutta rogna per Monica Chittò, sindaco uscente, Pd, aggrappata ad un esiguo vantaggio sul rivale di centrodestra Roberto Di Stefano.

Accade infatti che per rafforzare il cartello che la sostiene, la Chittò annuncia di avere aggiunto due nomi alla lista degli assessori che la affiancheranno in caso di vittoria: Carlo Moro, ex funzionario di polizia, che si occuperà di sicurezza; e l'ex segretario lombardo di Lega Ambiente, Damiano Di Simine, destinato ad occuparsi di ecologia e territorio. Peccato che Di Simine sia un nemico giurato della Città della Salute e dell'intero progetto di recupero della ex Falck, che considera soltanto una gigantesca speculazione. Per cui in caso di vittoria l'alternativa è secca. O Di Simine si rimangia tutto quello che ha detto finora, o il megaprogetto rischia d i finire intoppato.

Eppure Monica Chittò, e prima di lei il suo predecessore Giorgio Oldrini, hanno sempre difeso strenuamente il piano di portare a Sesto il polo sanitario che riunirà i l Neurologico Besta e l'Istituto dei Tumori, da tempo soffocati in sede anguste e vetuste e in cerca di nuova collocazione: e il 9 marzo scorso la Chittò era in prima linea a ricevere dal proprietario Davide Bizzi le aree bonificate dove sorgerà l'ospedale. Così a Sesto (e non solo) ha destato un certo stupore la decisione del sindaco di imbarcare nel suo staff il «verde»Di Simine.

Nel luglio 2014, intervistato dall'Espresso nell'ambito di una inchiesta sui recuperi delle aree industriali, Di Simine era stato assai critico verso l'operazione progettata a Sesto. Aveva prima di tutto messo in dubbio l'efficacia delle operazioni di bonifica: «Quello che ci preoccupa - aveva detto - è che non si è in vista di una operazione di risanamento trasparente. In quelle aree dismesse ci sono inquinanti in quantità enormi. Bisognerebbe fare dei ragionamenti molto attenti e muoversi con più cautela». Adesso la bonifica è stata fatta, controllata e certificata: ma ad essere indigesto a Di Simine era l'intero progetto.

«La Città della Salute - aveva detto - è una speculazione che si aggiunge a una speculazione, il progetto di Renzo Piano arriva su un disegno di recupero urbanistico che era già stato fatto, sottraendo spazi verdi. Per cosa, poi? Per portare ospedali che stanno benissimo dove si trovano adesso». Parole che erano sembrate fuori dal mondo a pazienti e medici dei due ospedali milanesi, che ben conoscono le carenze strutturali di entrambi, e che mai direbbero che «stanno benissimo dove si trovano adesso». E che a Sesto San Giovanni erano suonate come un tentativo di mettere i bastoni tra le ruote ad un progetto cui tutta la città guarda con speranza: anche perché di verde per adesso alla ex Falck ce n'è ben poco, a meno che non si voglia considerare tale la distesa di arbusti cresciuta selvaggiamente sull'area della vecchia fabbrica.

L'intervista di Di Simine ovviamente rispunta fuori ieri, dopo l'annuncio del suo ingresso nella squadra della Chittò. Il candidato moderato Roberto Di Stefano la recupera e la rilancia: «La Città della Salute rischia di saltare se Monica Chittò verrà confermata sindaco». Per Di Stefano quelle dell'assessore in pectore sono «parole chiare e inequivocabili che, dopo tutto l'impegno messo dalla Regione Lombardia per portare a Sesto San Giovanni quest'opera, rischiano di vanificarne la realizzazione».