Una settimana a spasso per riscoprire la città degli architetti

Studi aperti, mostre d'autore, tour attraverso i progetti milanesi. Ecco eventi e itinerari

Simone Finotti

Dai laterizi della Milano romana al vetro e acciaio di Porta Nuova e Citylife, l'architettura ha contribuito, nei secoli, a disegnare i mille volti della nostra città. E il futuro? Questa è la settimana giusta per cercare una risposta, perché proprio ieri sera, in Fondazione Catella, si sono aperte le danze della prima Milano Arch Week, la settimana a tema, evoluzione naturale del Mi Arch, promossa da Comune, Politecnico e Triennale, con la direzione artistica di Stefano Boeri, che prosegue fino a domenica con un calendario di eventi dedicati. Nello spirito delle altre week viste di recente in città, dal food alla fotografia, l'intento è quello di coinvolgere il grande pubblico: per aiutare anche i non addetti a leggere gli scenari presenti e futuri dell'architettura e dell'urbanistica, sono in programma incontri con architetti di fama internazionale, conferenze, approfondimenti, visite guidate, dibattiti, accompagnati da proiezioni, exhibitions, momenti musicali e artistici e moltissimi eventi paralleli. Oggi si entra nel vivo: il fulcro è il Politecnico, dove in mattinata parte un architour in Polimibus con tappe a Sesto San Giovanni (progetto Milanosesto) e a Palazzo Mondadori; nel pomeriggio, lecture di Carlo Ratti (ore 15) professore del Mit, Oliviero Toscani (16), Benedetta Tagliabue (18.30); alle 20, appuntamento con Carme Pigem degli Rc, lo studio di architetti catalani vincitore del Premio Pritzker 2017. Domani ci si sposta in Triennale, dove nel pomeriggio sono in programma conferenze di architetti italiani come Italo Rota, Archea, Tam Associati, Fulvio Irace e Matteo Ghidoni, e internazionali come Sam Jacob e Francis Kéré, progettista del prossimo Serpentine Gallery Pavilion di Londra. L'evento serale, nel giardino, è dedicato al rapporto tra architettura e natura, con il neurobiologo vegetale Stefano Mancuso. Giovedì 15 mattina, visite alle fondazioni Prada (ore 12) e Franco Albini (13). Le conferenze pomeridiane in Triennale mirano al dialogo fra le arti, con Fabio Novembre, Adrian Paci, Amos Gitai; fra gli ospiti, Eyal Weizman e Winy Maas. In programma anche riflessioni sui maestri dell'architettura italiana. Sempre qui, venerdì è la volta di Martin Videgård e Peter Eisenman, e alle 18.30, nel Salone d'Onore, festa-tributo per i 107 anni di Gillo Dorfles, prima del rendez-vous serale con spezzoni di film su Milano di Renato Pozzetto commentati dall'autore. Non meno intenso il weekend. Sabato mattina, dalle 10.30 in via Bellini, Stefano Boeri racconta la Fondazione Studio Museo Vico Magistretti; più tardi, in viale Alemagna, intervengono Cino Zucchi e Patricia Urquiola, e a seguire Lee Xianing, Giancarlo Mazzanti, Philippe Rahm ed Elizabeth Diller, progettista della High Line di New York. In serata, fra cultura, cinema e musica, vanno in scena le periferie con il meglio del trap italiano: Fabri Fibra e Izi e Laioung. Si chiude domenica, dalle 11 alle 15, con l'ArchiBrunch ai Bagni Misteriosi del Teatro Parenti e una visita in anteprima alla nuova palazzina. (Hashtag #MilanoArchWeek)