Seveso, il canale anti-piena non si vedrà prima dell'Expo

Delle vasche di laminazione di Senago si parlerà, senza costruirle, ancora a lungo. C'è invece un'altra opera che è in grado di porre almeno un freno agli eccessi del meteo e che dovrebbe essere pronta relativamente a breve: l'allargamento dello scolmatore di nord-ovest. É un canale che raccoglie le acque del fiume e le porta a ovest verso il Ticino. Non risolverà da solo il problema, ma potrà mettere un limite ai danni che si creano ogni volta che arriva un temporale più forte del normale. «Si tratta di un'opera finanziata con i fondi Fas di Regione Lombardia per un totale di 23 milioni di euro - spiegano dalla direzione dell'Autorità interregionale del Po (AiPo) Lombardia -. La Provincia di Milano ha svolto la funzione di stazione appaltante, mentre noi abbiamo redatto il progetto definitivo che ha avuto il via libera un mese fa». Ora partiranno i lavori che, secondo i calcoli dei tecnici, dovrebbero durare trecento giorni: ciò vuol dire che, per tutta la durata di Expo 2015, se arriveranno abbondanti nubifragi i turisti vedranno Milano in versione Venezia. Però per l'autunno 2015 si potrà essere almeno più tranquilli, se non proprio sereni visto che la portata dello scolmatore passerà da 30 metri cubi al secondo a 36. E non è così poco come sembra perché in realtà in caso di eventi eccezionali si possono forzare i limiti come successo per l'ultimo temporale: ieri è stata infatti aumentata la portata fino a 36 metri cubi, quindi quando la portata ottimale sarà a 36 si potrà spingere di più ancora in occasioni straordinarie. Inoltre l'allargamento dello scolmatore, che in sostanza consiste nella rimozione di una serie di ostacoli e strettoie, non ha per ora sollevato le critiche di nessun comitato cittadino o amministrazione locale. Dunque dovrebbe concludersi entro i trecento giorni previsti. Le vasche di laminazione di Senago, Paderno, Lentate e Varedo risolverebbero il problema delle esondazioni in modo definitivo se unite al nuovo scolmatore, ma hanno dei tempi molto lunghi di attuazione: solo per avere il progetto definitivo di tutte e quattro, come afferma la Direzione Aipo Lombardia, sarà necessario aspettare il prossimo autunno. L'unica che potrebbe partire è quella di Senago, ma la forte opposizione di cittadini e Amministrazione locale rischia di tenere tutto fermo ancora per un pezzo. Quello che invece sicuramente impiegherà ancora molto tempo per essere esecutivo è il provvedimento regionale che potrebbe almeno non peggiorare la situazione, quello sull'invarianza idraulica: il problema delle esondazioni dipende in gran parte dall'urbanizzazione eccessiva dei terreni lungo l'asse del Seveso. L'anno scorso una legge regionale per la difesa del territorio introduceva anche questo principio: si può costruire, ma garantendo che le nuove opere non compromettano gli equilibri del sistema idrico regionale. Quando però l'anno scorso la legge è stata a un passo dall'approvazione, è decaduto il Consiglio regionale. «Abbiamo dovuto ricominciare - racconta Paolo Baccolo, direttore generale del settore Urbanistica di Regione Lombardia - e non siamo nemmeno arrivati alla redazione di una bozza definitiva». E che sarebbe solo il primo passo dell'iter burocratico.