Seveso, la piena ora fa paura e da Roma piovono promesse

Niguarda e Isola col fiato sospeso per il timore di esondazioni Maroni: «Le vasche di Senago sono da fare, ma si può discutere»

Continua il monitoraggio del fiume Seveso che ieri, nonostante la pioggia torrenziale che si abbattuta sull'area metropolitana, non è per fortuna uscito dagli argini. Nel primo pomeriggio il fiume aveva raggiunto 142 cm in via Ornato e 122 cm in via Valfurva. «La situazione sta lentamente migliorando - scriveva nel pomeriggio l'assessore comunale alla Protezione civile Marco Granelli - ma sono previste ancora precipitazioni in arrivo fino a sera. Continua il monitoraggio e la presenza in loco di Polizia locale, e delle squadre della protezione civile. I livelli sono sotto la soglia di preallarme. Rimane lo stato di allerta per la notte».

In mattina l'assessorato aveva disposto anche l'apertura dei «chiusini» per far defluire le acque. Ma le prime foglie autunnali cadute sul sedime stradale in zona 9 in particolare in via Curzola e in viale Fulvio Testi, avevano intasano i tombini, impedendo all'acqua di defluire. Risultato? Strade e piazze allagate, marciapiedi resi ancora più scivolosi dalle foglie fradice. Insomma la solita Milano in the rain .

Intanto la Regione prepara il terreno per l'incontro di lunedì quando il coordinatore della struttura di missione di Palazzo Chigi «Italia sicura» Erasmo D'angelis incontrerà tutti i comuni del nord Milano per la presentazione del piano di contenimento delle acque del Seveso. A disposizione 50 milioni di euro annunciati dal governo sabato e i progetti esecutivi. La prima opera che dovrebbe partire a novembre (con l'apertura del bando di gara e l'assegnazione dell'appalto, ricorsi permettendo) la vasca di Senago. «La realizzazione delle vasche di laminazione a Senago rappresenta una vicenda complessa, che riguarda la messa in salvaguardia del territorio. Qui si tratta di prevenire le esondazioni a Milano - spiega il governatore lombardo Roberto Maroni -. È un intervento complicato ma io sono convinto che vada fatto per evitare guai e danni peggiori a Milano come è successo con l'uscita del Seveso qualche mese fa. Non è un problema di risorse perché quelle le abbiamo trovate. Alcune amministrazioni sostengono che vada cambiato il progetto. Sono disponibilissimo a discuterne purché non ci sia il “no” a prescindere». Sono circa dieci anni che il territorio di Senago combatte contro il progetto per le vasche di contenimento. L'ultimo atto a luglio l'esposto alla Corte dei Conti per chiedere la verifica dell'«eventuale violazione dei principi di ragionevolezza, proporzionalità, buon andamento dell'azione amministrativa».

Ieri il coordinatore Erasmo d'Angelis è tornato alla carica, dopo l'annuncio della settimana scorsa. «Oggi sblocchiamo Genova e il 20 ottobre presenteremo a Milano lo sblocco dei cantieri sul Seveso, che ha alluvionato per sette volte il capoluogo lombardo negli ultimi due mesi. Al momento abbiamo un piano di sblocco opere per 1.622 interventi. Entro i primi 6 mesi del 2015 verranno almeno cantierizzati».