La sfida di un ex prete alla Sla

Laura Viezzoli racconta una storia vera e disperata

Angelo ha preso i voti, poi ha incontrato l'anima gemella. «Capita, si può sbagliare» dice lui. Era il 1974, l'anno del referendum sul divorzio. Nasce una famiglia felice che in amen si sgretola per colpa del destino. Marinella muore di cancro, Angelo si ammala di Sla. La sua dolorosa esperienza è il tema del film «La natura delle cose», presentato fuori concorso a Locarno.

La regista, Laura Viezzoli (nella foto), vive e lavora a Milano che fa capolino nel sottofondo delle riprese, quando la macchina stacca dal dramma di un uomo che descrive sensazioni. Emozioni. Dolore. E racconta una patologia implacabile vista dall'interno. la comunicazione attraverso la scrittura con gli occhi. La sofferenza dell'immobilità e la gioia di ricevere una mail. Peccato che il film scivoli sulle prolungate prove grafiche e su domande talvolta fragili e banali. Ma anche in questi piccoli nei mostra il grande divario di chi osserva la vita in buona salute e chi la scruta nella malattia.

SteG