Sfida lombarda a Vinitaly aspettando i turisti di Expo

Mille vini in degustazione e duecento aziende pronte a dar vita ai 4mila mq del Padiglione Lombardia al Vinitaly di Verona insieme ai consorzi di tutela. Ma i produttori lombardi sono pronti a diventare anche i protagonisti del Padiglione Lombardia durante tutti i sei mesi dell'Expo, ha annunciato il governatore Roberto Maroni che insieme all'assessore all'Agricoltura Gianni Fava ha presentato ieri la presenza lombarda al Salone internazionale dei vini e dei distillati giunto alla sua edizione 49, anticipata al 22-25 marzo proprio per non sovrapporsi all'Expo. A spiegare che il Padiglione sarà dedicato all'enologo Luigi Veronelli nel decennale della sua scomparsa con una mostra dei suoi scritti, il presidente di Unioncamere Lombardia Gian Domenico Auricchio: «Un'operazione culturale di alto livello e un modo per sottolineare come le 3mila aziende vitivinicole lombarde abbiano saputo valorizzare in maniera straordinaria le proprie radici territoriali».

Poi toccherà all'Expo, sei mesi per mettere a disposizione dei visitatori in arrivo da tutto il mondo le bottiglie (e soprattutto gli assaggi) offerti dai consorzi. «La Lombardia - ha ricordato Maroni - vanta una ricchezza unica in termini di biodiversità e conta 42 denominazioni di qualità: 5 Docg, 22 Doc, 15 Igt, vale a dire l'8 per cento del totale italiano. Questo significa che puntiamo sulla qualità e per questo stiamo investendo risorse per sviluppare la produzione a partire dal rendere più facile l'accesso al credito per gli imprenditori e dalla semplificazione burocratica». Per l'assessore Fava «il vino è elemento che caratterizza i territori, per questo dobbiamo promuoverlo in modo adeguato. Dobbiamo lavorare per far aumentare valore e prezzo di riferimento in giro per il mondo di un prodotto che trova nell'export la sua valvola naturale».

Come confermano i dati che proprio per il vino di Lombardia parlano di una vendita all'estero da record, con un aumento del 3,6 per cento, a fronte di un più 1,3 su campo nazionale. E per quanto riguarda la vendemmia del 2014, è stata chiusa con la quota boom dell'89,5 per cento di vini a denominazione di qualità, in crescita rispetto all'anno precedente nonostante le condizioni meteorologiche avverse: su 1,34 milioni di ettolitri di vino prodotti lo scorso anno (179 milioni di bottiglie potenziali), ben 1,2 milioni (160 milioni) sono a Denominazione di qualità. Quanto ai mercati, se Stati Uniti e Germania restano i due principali per i vini lombardi, il Regno Unito (più 207 per cento) scalza la Svizzera come terzo più importante, segnando anche la crescita più consistente davanti a Messico (più 51,8), Australia (più 48,6), Belgio (più 44,4) e Francia (più 29,6).