Sforzesco e Sormani, in arrivo sconti fiscali per chi paga i restauri

Il Comune punta sulla campagna Bonus Art Per la «Sala dell'Asse» servono 1,8 milioni

Marta Bravi

L'allora assessore ai Lavori pubblici Carmela Rozza aveva lanciato la campagna «un mattone per il Lirico», le panchine dei Bagni Misteriosi all'ex centro sportivo Caimi portano targhe con i nomi e le dediche dei finanziatori, ma sono anni che il Fondo per l'Ambiente Italiano promuove campagne di «adozione» di beni in degrado o in stato di abbandono.

Il Comune per la prima volta partecipa alla campagna Art Bonus (www.comune.milano.it/wps/portal/ist/st/Art_Bonus) lo strumento fiscale per contribuire alla realizzazione di interventi a favore del patrimonio artistico e culturale, in cambio di sgravi fiscali (credito d'imposta del 65%) lanciato dal Ministero dei beni e delle attività Culturali. «Visto il sempre più importante coinvolgimento di cittadini e imprese ai progetti a culturali milanesi - spiega l'assessore alla Cultura Filippo Del Corno - abbiamo ritenuto che fosse il momento giusto per sollecitare il legittimo orgoglio dei cittadini per il proprio prezioso patrimonio civico».

I progetti pilota su cui Palazzo Marino ha scelto di investire tramite l'Art Bonus sono il restauro della Sala delle Asse di Leonardo al Castello Sforzesco e la Sala del Grechetto nella Biblioteca Sormani.

Nell'ottobre del 2013 sono iniziati i restauri della Sala delle Asse, affrescata da Leonardo nel 1498, ad opera dell'Opificio delle Pietre Dure di Firenze. I lavori, che hanno portato alla luce nuove scoperte, puntano a recuperare la decorazione originaria, un finto pergolato costituito da una serie di rami e da corde dorate e annodate che si intrecciano. Con l'Art Bonus il Comune punta a reperire finanziamenti privati - 1 milione 800mila euro - per completare il ripristino e riaprire la sala al pubblico nel 2019, per le celebrazioni del quinto centenario della morte di Leonardo.

La Sala del Grechetto si trova nella parte storica di Palazzo Sormani, oggi sede della Biblioteca Comunale Centrale. La sala è interamente tappezzata da 23 tele risalenti al XVII secolo e attribuite a un anonimo, che creano l'illusione di essere un'unica sequenza intervallata solo da porte e finestre. La Sala sarà interessata da un progetto di restauro generale che comprende anche le tele dell' «Orfeo che incanta gli animali» danneggiate e «rimescolate» impropriamente dopo la ricollocazione all'inizio del Novecento. Il costo dell'operazione è stimato in 762.000 euro.

Nel 2015 il Fai ha siglato un accordo con il Comune per la valorizzazione dell'Albergo Diurno Venezia, un elegante e funzionale centro servizi per viaggiatori realizzato tra il 1923 e il 1925 su progetto di Piero Portaluppi, chiuso nel 2006 dopo decenni di abbandono. Dopo un anno di studi da parte di 10 ricercatori dell'Università degli Studi verrà presentato alla cittadinanza il progetto di restauro, preludio necessario per il found raising successivo.

Lungo l'elenco dei beni che necessitano di un intervento, in alcuni casi urgente e quindi dei fondi necessari, stilato dal Ministero. Dalla digitalizzazione dell'archivio dei Luoghi Pii Elemosinieri di proprietà del Golgi Redaelli, eseguito solo in parte, alla ristrutturazione del secondo e terzo piano dell'ex Ansaldo, sede del progetto Base. Così i seicenteschi affreschi raffiguranti l'Incoronazione della Vergine in Cascina Sant'Ambrogio sono in pessimo stato di conservazione e rischiano di andare perduti per sempre.