«Sgomberi, buon senso» Sindaco al Giambellino fra promesse e proteste

Sala porta la giunta in una periferia «calda» Decisi sussidi e un bando sui disagi del metrò

Per la «prima» della giunta, il Comune tira a lucido il parchetto del Giambellino. Ma sotto una mano di vernice fresca covano tensioni e proteste.

Il sindaco Beppe Sala ha voluto riunire per la prima volta i suoi assessori in una periferia molto «calda», fra occupazioni e sgomberi, ma anche promettente, vista la pioggia di milioni (90) in arrivo soprattutto da Europa e Regione per un mega progetto di riqualificazione e bonifiche (circa 40 fabbricati, 1.400 alloggi e 1.500 famiglie) nell'area fra Odazio, Lorenteggio, Inganni e Giambellino, con l'incognita degli abusivi (presenti con percentuali altissime). Le contestazioni più accese, dunque, arrivano da uno sparuto gruppetto di antagonisti corsi in via Odazio per dire no agli sgomberi e alle (presunte) «speculazioni» edilizie. Il sindaco fa sapere che il criterio con cui si interverrà sarà «il buon senso», «per capire quando intervenire e quando invece ci sono delle condizioni particolari di assoluta necessità, dove non è immaginabile procedere a sgomberi immediati». Gli antagonisti, per continuare a fare il bello e il cattivo tempo, urlano e strepitano, costringendo decine di agenti e carabinieri a presidiare la piazza in tenuta anti-sommossa. «Se non spieghiamo bene cosa succede vincono questi» avverte Sala, indicando i protestatari. Ma gli umori cui dovrebbe fare più attenzione sono quelli della maggioranza silenziosa ed esasperata del quartiere: residenti e inquilini regolari che sono stanchi di dover patire degrado e prepotenze degli abusivi. E chiedono di far rispettare le regole.

Il sindaco sulle periferie vuol dare un segnale. Ha già detto che sarà la sua ossessione e ieri ha spiegato che considera decisivi i primi mesi, confermando l'obiettivo di assegnare tutti gli alloggi in due anni. «Vedrete a breve cosa faremo» ha detto, impegnandosi a trovare i 30 milioni necessari a ristrutturare e assegnare le case sfitte e i 100 necessari in generale alla manutenzione straordinaria degli stabili di proprietà del Comune. «Essere al Giambellino è tutto, meno che una sceneggiata» ha mandato a dire al presidente della Regione, Roberto Maroni, che lo aveva sfidato a tirar fuori «proposte concrete». La collaborazione-sfida fra Regione e Comune è il cuore della partita sull'edilizia popolare. «Ho già chiesto e ottenuto un incontro con il sindaco per settimana prossima per iniziare a ragionare sui temi e i progetti che ci accomunano» ha detto ieri Viviana Beccalossi, assessore regionale alla città metropolitana. E anche Forza Italia incalza. «Sala al Giambellino non ha messo sul piatto granché per il quartiere e le periferie - ha commentato Mariastella Gelmini, coordinatrice regionale neoeletta in Consiglio. « Se Sala vorrà davvero passare dalle parole ai fatti non lo farà con provvedimenti decorativi, ma con le risorse di Regione Lombardia». Provvedimenti decorativi e «pacchi dono» sono le altre misure che la giunta ha annunciato ieri. Il reddito di maternità, intanto, che sarà attivato dal 1 gennaio. Mamme e «famiglie dove nascerà un bambino» avranno una card da 150 euro al mese per 2 anni per acquistare beni di prima necessità o pagare tate fornite dal terzo settore. Poi il bando per chi patisce disagi per i lavori della M4: 100mila euro stanziati per contributi destinati a residenti che vivono vicino ai cantieri e vogliono cambiare gli infissi, mettere i doppivetri o i condizionatori.

AlGia