Shaari attacca: «Eticamente scorretto svelare prima il progetto»

Strette di mani, abbracci, ma gli imam riuniti ieri nella sede del Welfare di piazza Treves per assistere all'esame dei plichi con cui puntano a conquistare un'area del Comune per costruirci la moschea, non risparmiano stilettate al Caim. Il Coordinamento delle associazioni islamiche milanesi ha consegnato la busta più corposa ma anche la firma sul progetto è di peso, l'archistar Italo Rota che nelle scorse settimane ha ampiamente anticipato sul Corriere della Sera il progetto per via Sant'Elia. «É stato eticamente scorretto» commenta ancora infuriato Abdel hamid Shaari, leade del centro islamico di viale Jenner. É lui stesso architetto, e ha collaborato al disegno affidato allo studio Redaelli-Speranza. Una firma meno nota di Rota ma «a gara aperta si poteva e doveva trattenere anche un archistar, così invece si rischia è di turbare l'obiettività della commissione». Shaari insiste: «É più opportuno» non rendere pubbliche le proposte tecniche. Di certo possiamo dire che la moschea che abbiamo pensato noi per l'area del Palasharp non è una astronave nè un padiglione senza rapporto con il territorio». Un'opinione condivisa anche dall'imam della Casa della cultura di via Padova, Mahmoud Asfa, molto cauto a fornire le anticipazioni sul progetto che il suo centro ha presentato per aggiudicarsi gli ex bagni pubblici di via Esterle, l'unico spazio rispetto agli altri due in palio, che sarà più rapido da trasformare in una moschea. Qui si tratta di un'opera di ristrutturazione, su via Marignano invece viene assegnato un terreno libero, in via Sant'Elia prima di realizzare la moschea (in lizza ci sono tre sigle islamiche) l'aggiudicatario dovrà farsi carico anche dell'abbattimento del palazzetto e della bonifica, un'operazione da 600-700mila euro. I musulmani speravano di poter presentare una moschea ai visitatori di fede musulmana in arrivo per Expo, obiettivo fallito. Ma «meglio tardi che mai - commenta Shaari -, anche se ci sono voluti tre anni per arrivare a questo punto. Ora prego Dio che bastino davvero poche settimane per l'assegnazione».