Shangai, il viaggio degli otto consiglieri è costato 43mila euro

Giurano i consiglieri che meno di così proprio non avrebbero potuto fare. «Altrimenti andavamo a dormire sotto i ponti come degli straccioni». A un mese dalla missione in Cina degli otto rappresentanti del Comune di Milano, arrivano i conti delle spese. Il totale per un soggiorno di nove giorni dal 21 ottobre al 29 ottobre per otto persone è di 40.059,41 euro. Escluso il funzionario responsabile delle relazioni internazionali che vuol dire più o meno, altri duemila euro. Per carità, poteva andare peggio indubbiamente e la cifra poteva essere molto, ma molto più alta. Però si tratta pur sempre di soldi pubblici, a carico dell’amministrazione comunale e quindi dei cittadini. Insomma, 42 o 43mila euro non sono proprio spiccioli. Volo Milano-Shangai in business, hotel a quattro e cinque stelle, servizio di interprete cinese per tutta la giornata. Oltre alle cene e ai pranzi, i trasferimenti interni, i taxi e i bar.
Ma andiamo con ordine. La missione in estremo Oriente era partita come un viaggio di rappresentanza per dare un’occhiata all’edizione cinese dell’Expo che precederà la nostra italiana del 2015. Ma anche per il 30° anniversario del gemellaggio con la città di Shangai e per rispondere all’invito della regione dello Zhejiang. Incontri istituzionali con il vicepresidente cinese dell’Expo e il vicesindaco di Shangai con i quali aprire un canale di studio per confrontare la loro esperienza con la nostra futura, visite alle realtà imprenditoriali che hanno rapporti con la Brianza, relazioni con le università. «Abbiamo ricucito uno strappo con la città e aperto una porta per l’anno prossimo. È stata una missione utilissima. Non siamo andati solo per la Fiera, ma prima di tutto per il gemellaggio» spiega il capodelegazione e vicepresidente del consiglio comunale Stefano Di Martino. Ma per un viaggio di rappresentanza non sarebbero bastate due o tre persone? «Macché. Avremmo dovuto essere 15 per ricambiare in modo paritetico la visita che i cinesi ci avevano fatto a settembre. E poi, così siamo stati sotto le spese».
Sarà, ma per l’opposizione il viaggio cinese degli otto rimane una missione che si è rivelata del tutto inutile. Senza contare il costo per le casse comunali. «Sono andati in troppi e abbiamo portato a casa un ruolo di Milano che non è adeguato alla situazione. Il problema di fondo sono i rapporti tra noi e la Cina e Milano ne esce troppo ridimensionata», ribattono dai banchi dell’opposizione.