Shoah, medaglia d'oro a 25 deportati nei lagerIl sindaco: «Troppi indifferenti, bisogna dire no a ogni sopruso»

Una medaglia d'onore a 25 ex deportati e internati nei lager nazisti. Le ha consegnate ieri mattina il prefetto di Milano Francesco Paolo Tronca nel corso di una cerimonia semplice ma molto sentita che si è tenuta in prefettura alla presenza del sindaco Giuliano Pisapia, dei rappresentanti della Regione Lombardia e della Provincia di Milano, gli assessori Valentina Aprea e Novo Umberto Maerna, del presidente della Fondazione memoriale della Shoah, Ferruccio de Bortoli, dell'Anpi, della Comunità ebraica, dell'Aned e dell'Anei. «Questa è una pagina di dolore e di vergogna per tutta l'umanità - ha affermato il prefetto - la storia non accetta questa pagina nel suo grande libro».
Le onorificenze sono state consegnate dai figli e dalle vedove, dato che dei 25 deportati solo due sono ancora in vita e ieri mattina era presente il solo Venanzio Gibellini, classe 1924, sopravvissuto ai lager di Flossenburg e Kottern. «Voglio dedicare questa medaglia - ha detto Gibellini - a coloro che non sono tornati, e che purtroppo sono il 90%». «Bisogna far capire a chi non vuole capire e contrastare con tutte le forze chi vuole negare» ha dichiarato Pisapia, sottolineando che «questo non è solo un momento simbolico o di ricordo, perché la raccomandazione di chi è sopravvissuto è che c'é stata troppa indifferenza, troppi si sono voltati dall'altra parte: non voltatevi dall'altra parte, non fate finta di niente, non sorridete neanche davanti al più piccolo sopruso, perché se si accetta un piccolo sopruso, ci sarà sempre un sopruso più grande senza che ci sia un ripudio di questi comportamenti, e si arriva alla catastrofe dei diritti e purtroppo a quella tragedia che ora stiamo ricordando». La cerimonia si è conclusa al binario 21 nei sotterranei della stazione Centrale del capoluogo lombardo dove dal 6 dicembre 1943 al 15 gennaio 1945 partivano i treni piombati diretti ai campi di concentramento e di sterminio stipati di cittadini di religione ebraica e oppositori politici. Uomini, donne e bambini mandati a morire ad Auschwitz-Birkenau, Mauthausen, Bergen Belsen, Fossoli e Bolzano.

Commenti

jakc67

Mar, 28/01/2014 - 19:48

come se da 80 anni a sta parte non ci fossero state altre vittime, pure ebraiche, di genocidi, lu purghe comuniste ad esempio, la morte per fame degli ucraini sempre per mano comunista e tante altre... rispetto per tutti, chiaramente, ma non sarebbe ora di finirla? per non dimenticare si continua a dire, ma penso sia per non pensare a quelle venute dopo...