Si costituisce il pirata: «Non so se sono stato io»

L'incidente infatti ha coinvolto complessivamente sei vetture, a partire appunto dal Q/5 che, provenendo da via Ramazzotti, ha svoltato a destra su viale Brianza, lo stradone che costeggia la parte occidentale del parco della villa reale, senza dare la precedenza. Da sinistra proveniva appunto la Rover che ha sterzato bruscamente a sinistra, invadendo la corsia opposta centrando in pieno la Citroen. A bordo Elia Bonavita giovane e promettente centrocampista della «Dominante» diretto al campo sportivo che si trova proprio in via Ramazzotti. Altre tre vetture, un'Alfa Romeo, una Renault e una Ford, sono finte nel groviglio di mezzi. Feriti, la solo leggermente, altre tre persone.

L'adolescente veniva invece estratto dalle lamiere contorte in condizioni disperate e cessava di vivere durante il trasporto al vicino San Gerardo. Gravissima anche la mamma che si trovava alla guida. Nunzia Minichini, 41 anni, è infatti finita in coma a Niguarda. «Situazione grave ma stazionaria» hanno spiegato ieri i medici confermando le fratture a gambe e braccia e importanti traumi all'addome e alla testa.

Dopo il tragico impatto il conducente del Q/5 anziché fermarsi ha proseguito la sua corsa, dileguandosi, rendendosii così responsabile di «omissione di soccorso». La sua «fuga» però sarebbe stata di breve durata. I ghisa di Monza infatti nel giro di 24 ore avevano già ricavato dalle telecamere in zona, i fotogrammi necessari per identificare il suv. Infatti quando stavano già per individuare il conducente, questi si è presentato in comando, accompagnato da un avvocato. Scegliendo una curiosa linea difensiva: ha ammesso di essere passato in viale Brianza, senza però aggiungere una parola sulle sue responsabilità nell'incidente.