Si pagavano le ferie a Sharm con le rapine: quattro arresti

Per pagarsi le ferie, in tempo di crisi, si erano specializzati in rapine. «Facciamo questa e poi andiamo a Sharm el-Sheikh» uno degli ultimi dialoghi intercettati dai carabinieri che hanno fatto scattare le manette. L’indagine, durata circa un mese, ha portato agli arresti da parte della pm Ester Nocera.
Dietro le sbarre sono finiti Antonio e Alberto M., di 34 e 50 anni, Rosario P. di 39 anni e il 31enne Francesco P. Tutti pregiudicati, i primi tre di origini napoletana. Tutti residenti a Milano e disoccupati.
Il «quartetto» è accusato di aver commesso quattro rapine e una tentata rapina, ma i militari non escludono che possano aver colpito altre volte a Milano e nell’hinterland.
Donne, pensionati e anziani commercianti le vittime della banda capace di puntare una pistola contro l’obiettivo pur di strappare borse e denaro. In totale la refurtiva ammonterebbe a 30mila euro, alcuni chili di oro e a una pistola.
Il primo colpo accertato risale al 7 luglio scorso ai danni di due rappresentanti di oro. Un uomo si avvicina alle due vittime che camminano in una strada del centro città. Arma in pugno si impossessa dello zaino contenente i gioielli e di una pistola regolarmente detenuta da uno dei due. La fuga avviene a bordo dello scooter guidato da un complice.
Una settimana dopo a Bresso una 50enne, aveva appena prelevato 2.500 euro in banca, riesce a mettere in fuga due malintenzionati. Il 23 luglio scorso, invece, a Rho è il titolare di un bar di Pogliano Milanese a essere rapinato. Con un cacciavite uno dei rapinatori infrange il vetro dell’auto su cui viaggia e si impossessa della borsa contenente 8mila euro. Ancora una volta autore e complice, con il volto coperto da casco integrale, fuggono in sella a una moto blu.
La scena si ripete sette giorni dopo a Baranzate di Bollate. Obiettivo un pensionato rapinato di 4mila euro, soldi appena prelevati in banca.
Il giorno dopo, il 31 luglio, a Cesano Boscone sono 11mila gli euro portati via a un’altra vittima. Gli autori commentano compiaciuti: «adesso possiamo andare tranquillamente in vacanza». Per il gruppo, finito in manette, il «tour» è finito a San Vittore.