Si rompe una tubatura Voragine nell'asfalto e 9 ore di traffico in tilt

Il fondo stradale ha ceduto nella notte Chiusa la fermata del metrò di Bande Nere

Maria Sorbi

Ieri mattina il quartiere di Bande Nere si è svegliato con una sorpresa inaspettata: un cratere per strada. L'asfalto è sprofondato di colpo in via Bartolomeo d'Alviano, nel cuore della notte, attorno alle 2,30. E il cedimento non è stato affatto minimo. Tanto che la zona è stata transennata per evitare incidenti, e la strada chiusa fino alle 11.30. Il motivo? Un tubo rotto a causa delle forti piogge. In realtà Milano è stata sott'acqua per il tempo di un temporale ma evidentemente la struttura non è riuscita a far fronte alla portata d'acqua improvvisa.

I vigili hanno bloccato temporaneamente la circolazione su una delle due carreggiate durante la mattinata, per permettere alle squadre dei tecnici di intervenire. Il cedimento non ha provocato feriti ma il traffico è andato totalmente in tilt nelle ore di punta. Le squadre del Pronto intervento acquedotto sono giunte sul posto alle 2,50. Venti i tecnici di Metropolitane milanesi si sono messi immediatamente al lavoro. «La fornitura dell'acqua - comunica Metropolitane milanesi in una nota - non è mai stata interrotta per i residenti e nessun problema si è verificato alla linea 1 della metropolitana nella fermata Bande Nere». Solo una sospensione per gli uffici della Asl che però, dato l'orario, erano chiusi e che già nella mattinata avevano la fornitura regolare.

Milano ha una lunga storia di voragini nella strada. La più clamorosa fu quella, profonda dodici metri, di Porta Romana, oltre un anno fa. Successe di mattina presto quando 55 millimetri di pioggia si rovesciarono sulla città. Che una carreggiata sprofondasse a quel modo in pieno centro, non era mai capitato. Le famiglie del civico 124 del corso, di fronte all'enorme buca, ma anche quelle di altri due palazzi di via Vaina, una trentina in tutto, vennero evacuate per motivi sicurezza.

Accadde - sostenne poi la Procura - a causa di lavori malfatti nella realizzazione di box interrati. Una paratia di legno dove sarebbe servito ben altro materiale. Il Comune e le due società Metropolitana Milanese e A2a, che gestiscono rispettivamente il servizio idrico e la rete del gas, sono state ammesse come parti civili. Il cratere di ieri notte aperto a Bande Nere è stato causato da molto meno, semplicemente da un tubo rotto dell'acqua che ha infradiciato il terreno provocando il cedimento dell'asfalto. Ma si tratta comunque di una motivazione un po' troppo «debole» perché la strada si accartocci a quel modo. Nenache Milano fosse bersaglio di temporali tropicali senza sosta. Resta aperta l'eterna lotta dell'amministrazione contro la scarsa qualità dei materiali utilizzati durante gli appalti e contro le gare al ribasso. Una battaglia avviata già durante la giunta Pisapia quando Carmela Rozza era assessore ai Lavori pubblici e avvio il monitoraggio sulle ditte appaltatrici. Non solo per i crateri improvvisi ma anche per le numerose, troppo numerose, buche in strada durante l'inverno.