Si schianta inseguendo un rom: grave un ghisa

Uno degli zingari identificato grazie alla targa. Il vicesindaco De Corato: «Faremo piena luce sull’episodio»

Due «ghisa» feriti, di cui uno in modo grave, dopo essere caduti dalla moto mentre erano all’inseguimento dell’auto di un nomade sorpreso con un complice a truffare un automobilista. Solo contusioni e 15 giorni di prognosi per il vigile a cui è andata meglio, mentre per l’altro un intervento di ore nella sala operatoria del San Paolo per fratture e complicazioni agli organi interni. Non è in pericolo di vita. L’incidente ieri mattina in via Parri, una traversa di via Inganni, con i motociclisti del Nucleo tutela trasporto pubblico finiti contro un cartello stradale. I due avevano appena chiesto spiegazioni al nomade che con un complice stava truffando un automobilista accusandolo di aver urtato la loro auto, un’Opel Astra. Quando i vigili, in abiti civili, si sono avvicinati, il guidatore dell’Opel ha inserito la marcia facendo cadere a terra la moto e ripartendo mentre il complice fuggiva a piedi. Durante l’inseguimento l’uscita di strada.
Grazie alla targa, il proprietario dell’Opel è già stato individuato, si tratta di un rom siciliano. «Agli agenti - le parole del comandante della polizia municipale Emiliano Bezzon - tutta la mia solidarietà. Hanno agito con spirito di abnegazione dimostrando coraggio. E ciò per garantire sicurezza e tutelare i cittadini da comportamenti delinquenziali». Ieri la visita all’ospedale del sindaco d’agosto Mariolina Moioli. «Porto la vicinanza dell’amministrazione ai vigili feriti che hanno dimostrato coraggio e professionalità». Il vicesindaco Riccardo De Corato chiede che «si riesca presto ad acciuffare questi delinquenti, che sono nomadi. Fatto che non stupisce quando si parla di raggiri. Vogliamo fare piena luce sul tipo di truffa che stavano mettendo in atto e su quanti e quali altri episodi potremo loro addebitare».