Tre cinesi trovate nude per strada: "Siamo fuggite da una prigione"

Si sono gettate da una finestra rompendosi i piedi e le caviglie

Raccontano di essere state rapite, spogliate, legate e segregate da due connazionali in un appartamento di via Console Marcello per ottenere un riscatto. E poi di essere fuggite qualche ora più tardi dai loro aguzzini, completamente nude, saltando dalla finestra del primo piano e rompendosi così i piedi e le caviglie.
È una storia di terrore quella su cui si stanno arrovellando gli investigatori della squadra mobile. Protagoniste tre cinesi di 27, 32 e 36 anni.

Il racconto più dettagliato e che ha portato ai primi riscontri è quello della più giovane. La 27enne martedì verso le 16 è arrivata nuda e con un cappuccio sul capo alla farmacia «Carletti» di via Mac Mahon 111. L'ha accompagnata lì uno sconosciuto che lei aveva fermato poco prima per strada per chiedere aiuto e che vedendola sanguinante e in lacrime, pur non sapendo il motivo (la ragazza non parla italiano) ha scelto di lasciarla nel primo posto dove potessero darle una mano. Quasi contemporaneamente e poco lontano da lì, su un tram della linea 12 all'angolo tra via Mac Mahon e piazza Diocleziano, una passeggera si accorge di altre due cinesi sedute sul mezzo pubblico. Anch'esse sono nude, sanguinanti e con i polsi e le caviglie segnate come se fossero state a lungo legate con una corda. Una volta in questura, davanti a un'interprete, solo la 27enne parla, mentre le altre si limitano ad annuire. Racconta che alle 10 è stata avvicinata per strada da un connazionale mai visto prima che le ha proposto di lavorare come massaggiatrice in un appartamento di via Console Marcello e si è offerto di accompagnarla lì.

«Appena entrata nella casa - racconta la ragazza - sono stata imbavagliata e legata a un materasso. Ho capito che in casa c'erano altre ragazze, le sentivo lamentarsi. Poco dopo i miei aguzzini hanno chiesto il numero di telefono di mio padre in Cina. Lo hanno chiamato per chiedergli 50mila euro di riscatto per la mia liberazione. Poi più nulla. Sono passate diverse ore. All'improvviso ho sentito due ragazze che mi chiamavano dicendomi che si poteva scappare, che i nostri sequestratori ci avevano lasciate sole. Così mi hanno liberata e ci siamo buttate dalla finestra». Nell'appartamento di via Console Marcello gli investigatori hanno trovato materassi, corde e borse piene di preservativi.

Commenti
Ritratto di stegalas

stegalas

Gio, 08/08/2013 - 11:31

Sì, ma... dove? Who, what, when, WHERE, why... Tiriamo ad indovinare. Milano?

Ritratto di gzorzi

gzorzi

Gio, 08/08/2013 - 11:59

Li abbiamo fatti entrare, ora di cosa ci lamentiamo.

Ritratto di Mario Galaverna

Mario Galaverna

Gio, 08/08/2013 - 13:08

Ocio ragazzi che i buonoidi progressisti rossi diranno che anche l'anonima sarda rapisce per riscatto. Ergo, pure gli italiani si comportano come descritto dall'articolo.

Ritratto di illuso

illuso

Gio, 08/08/2013 - 13:08

Povere ragazze. Se fosse vero saremo capaci per una volta, almeno una volta, solamente una volta, prendere i loro aguzzini e farli arrivare in Cina a calci nel sedere. Grande paese la Cina, processano i delinquanti, certi li condannano a morte e mandano il costo della pallottola servita allo scopo ai famigliari.