Siamo sempre più longevi: dieci anni in più in 30 anni

Vitali, energici, attivi. Eccoli i nonni lombardi, sempre più numerosi e con un'aspettativa di vita che si allunga di anno in anno. Negli ultimi trent'anni sono gli uomini che hanno visto allungare la loro vecchiaia un po' più che le donne: ben 5,8 anni in più per i nonni (rispetto ai 5 anni per le nonne) ai quali vanno aggiunti altri 3,6 anni (3,7 per le donne) allungando lo sguardo fino al 2015. Quasi dieci anni di vita in più in sostanza. Una vita vissuta sempre meglio. Una vita in cui l'aspetto sanitario e assistenziale è diventata solo una parte. I dati infatti sono il frutto della ricerca «L'invecchiamento attivo come politica del welfare», elaborata da Èupolis Lombardia, in occasione dell'anno europeo 2012. La ricerca analizza il fenomeno del costante invecchiamento della popolazione lombarda e le relative politiche di welfare da portare avanti. Perché «invecchiamento attivo» - come riportato nell'indagine - significa invecchiare in buona salute, partecipare appieno alla vita della collettività e sentirsi più realizzati nel lavoro: più autonomi nel quotidiano e più impegnati nella società. In Lombardia infatti circa un quinto della popolazione ha più di 65 anni, un numero che è cresciuto nel tempo e che ha raggiunto quota 2.041.000 nel 2012. Tra questi il 45 per cento ha tra i 65 e i 74 anni. Il guadagno di vita accumulato in Lombardia tra il 1982 e il 2012 è appunto di 5,8 anni in più per gli uomini e di 5 anni per le donne e se ne stimano altri 3,6/3,7 allungando lo sguardo al 2015. Nel 2041 saranno circa 1,4 milioni in più di cui 550mila over 65, 220 tra 65 e 69 anni e il resto ultrasettantenni. Ma passeranno anche dal mezzo milione di oggi al milione e mezzo del 2050 i nonni lombardi con più di 80 anni. Minime tra l'altro le percentuali di chi dichiara di stare «male o molto male»: solo 13,5 per cento tra gli over 65 che sale ma solo fino a diventare il 22% tra gli ultraottantenni.
«Un simile andamento demografico - ha sottolineato il Presidente del Consiglio regionale Raffaele Cattaneo nel corso del suo intervento - palesa drammaticamente l'insostenibilità economica dello Stato sociale come lo conosciamo e rappresenta in richiamo alla responsabilità di tutti, della politica in primis, ma anche della collettività». Misure che incentivano il pensionamento ritardato e il lavoro dopo la pensione, politiche attive di ricollocazione degli anziani e di partecipazione delle fasce inattive, sono alcune delle strategie per promuovere un invecchiamento attivo. «Questa ricerca - ha aggiunto Cattaneo - potrà essere uno strumento per capire come garantire la partecipazione alla vita sociale e al lavoro a questa fetta di popolazione sempre più consistente». Le Regioni, come sottolinea la ricerca, possono svolgere un ruolo di primo piano promuovendo l'alternarsi di lavoro e formazione durante tutta la vita lavorativa e l'intreccio tra lavoro e cura nelle varie fasi della vita, attraverso servizi per le famiglie e incentivi alle aziende.

Commenti

Marcello Macherelli

Ven, 27/09/2013 - 21:22

io direi anche i nonni toscani sono vitali, energici e sopratutto sempre disponibili!