Il sindacato frena su Expo: «Flessibilità? No a deroghe»

L'Expo, come ha detto pochi giorni fa il presidente Napolitano, servirà a rilanciare il Paese ma vanno messe da parte polemiche e diatribe. Appunto. O meglio, sindacato permettendo. «Ricorrono in queste ultime ore dichiarazioni di autorevoli esponenti del governo e della maggioranza parlamentare che lo sostiene, come il Ministro Giovannini e l'onorevole Brunetta, che auspicano un intervento legislativo per consentire maggiore flessibilità ai contratti di lavoro relativi ad Expo 2015. In altre parole, si pensa a deroghe ai vigenti Contratti Collettivi Nazionali. Lo abbiamo detto più volte e lo ripetiamo ora: no, grazie. Interventi di tale tipo non sarebbero né utili né comprensibili».
È quanto dichiarano Serena Sorrentino, della segreteria nazionale Cgil, Nino Baseotto, Segretario generale Lombardia e Graziano Gorla, Segretario generale Camera del Lavoro di Milano. Sono i primi paletti e non sembra ci siano possibilità di dialogo.
«A livello territoriale - proseguono - tutto il sindacato si è reso disponibile alla stipula di Accordi utili a regolare le condizioni di lavoro, la legalità e sono in corso confronti sulle prestazioni lavorative, nel rispetto dei contratti e delle peculiari esigenze di un evento straordinario come Expo. Se si vuole fare questo, già lo si sta facendo; se invece si pensa di utilizzare a pretesto Expo per rilanciare la logica della deregolamentazione del lavoro e della derogabilità dei contratti, riproponendo magari i contenuti dell'articolo 8 dell'ultima Legge Finanziaria del Governo Berlusconi, allora si è proprio fuori strada». Punto e a capo.