Sindaco e giudici bloccano la moschea abusiva

Stop del Tar a Cinisello, a Sesto il progetto avanza. E a Milano è stallo

Stop alla preghiera abusiva nel capannone. Il Tar dà ragione al Comune, respingendo il ricorso alla Comunità islamica locale. Il caso è quello di Cinisello Balsamo e ha suscitato grande attenzione. La vertenza era iniziata nel luglio del 2014, quando il Comune ha ordinato il ripristino dello stato dei luoghi e della destinazione d'uso di un immobile di via Frisia, in relazione agli abusi edilizi che sarebbero stati commessi Il Comune era intervenuto dopo aver rilevato una serie di interventi edilizi (modifica dei locali al piano rialzato e frazionamento degli uffici al primo e secondo piano) e avendo riscontrato che nell'immobile si svolgeva attività di culto o comunque culturale, comunque non compatibile con la destinazione industriale. L'associazione islamica che aveva affittato l'edificio aveva presentato ricorso ottenendo una sospensiva, ma pochi giorni fa è arrivato il verdetto di merito del Tar, che dà ragione al Comune (guidato da un sindaco del Pd, Siria Trezzi). Nella sentenza dei giudici amministrativi si legge fra l'altro che «il richiamo ai principi costituzionali sulla libertà religiosa - introdotto dai legali dell'associazione - non appare pertinente, in quanto non è certamente in discussione la libertà religiosa della comunità mussulmana di Cinisello Balsamo, come quella di altre comunità, ma si impone esclusivamente il rispetto della destinazione d'uso urbanistica dei locali». Sul caso esulta la Lega Nord: «Registriamo un grande risultato per la legalità e il rispetto delle regole sul nostro territorio» hanno detto il vice capogruppo regionale Jari Colla e il capogruppo in Consiglio comunale Giacomo Ghilardi. Intanto, ieri, è iniziato l'esame della legge regionale cosiddetta «anti moschee» davanti alla Corte costituzionale. «Siamo convinti di aver agito nel giusto - ha detto l'assessore Viviana Beccalossi - l'obiettivo della nostra legge è quello di garantire regole puntuali e certe, che vadano anche e soprattutto nella direzione della sicurezza dei cittadini».In effetti la legge vigente non pare precludere l'esercizio del diritto di culto, per esempio, a Sesto San Giovanni, dove un'associazione ha predisposto un progetto che sembra in grado di rispettare tutti i requisiti normativi. Diverso il caso di Milano, dove - secondo l'ex vicesindaco Riccardo De Corato - il piano del Comune non è conforme neanche alla legge urbanistica regionale. «Le moschee di via Esterle e di via Sant'Elia devono tornare in Consiglio» avverte.AlGia