Il sindaco in piazza: «Lottiamo insieme» Alleati imbarazzati

Forse più donne che uomini e Platinette arrivata in risciò ad aprire il corteo che ha sfilato ieri pomeriggio dalla Stazione Centrale a piazza Oberdan. Con la discutibile immagine di due bambini utilizzati come manifesto, facendo loro indossare magliette rosa con scritto «è l'amore che crea una famiglia», dimenticando forse che anche papà e mamma non sono proprio due elementi trascurabili. E, soprattutto, per la prima volta la partecipazione di un sindaco di Milano a un Gay pride. «Lottiamo per i diritti di tutti, senza discriminare nessuno» ha detto Giuliano Pisapia arrivando accompagnato dalla moglie in corso Buenos Aires a corteo iniziato e sfilando dietro lo striscione a fianco agli organizzatori, alla consigliera Anita Sonego (Lista per Pisapia) e Ivan Scalfarotto. «Io non guardo indietro - ha spiegato Pisapia - rispetto le idee diverse dalle mie, ma prendo atto che c'è una comunità che si sente ancora discriminata e dare il benvenuto a un corteo gioioso è importante per un sindaco». L'assessore Pierfrancesco Majorino dice che «per noi è un fatto di orgoglio aver dato il patrocinio». L'assessore vendoliana Cristina Tajani nel suo profilo Facebook posta un entusiasta «Milano ospiterà il festoso “MilanoPride” patrocinato dal Comune: sono certa che non mancherà un ricordo di Margerita Hack che si è sempre spesa per i diritti delle persone lgbt». Arruolando così anche l'illustre astrofisica appena dipartita. Le risponde per protestare Paola Magnaghi, una docente del Politecnico. «Come buttare i soldi dei cittadini! Come milanese mi sento offesa. E i negozianti che perdono un pomeriggio di affari che ne dicono?». Si sono rassegnati a veder sfilare la difesa (ma dov'è l'offesa?) dei diritti altrui. Perché proprio «Dalle parole ai diritti» era lo slogan della manifestazione dedicata a Mario Mieli, lo scrittore milanese simbolo del mondo Lgbt (lesbo, gay, bisex e trans) che trent'anni fa si tolse la vita. «Massimo rispetto per chi manifesta le proprie idee - attacca il vice capogruppo del Pdl Matteo Forte -, ma non posso evitare di denunciare il disprezzo di questa giunta nei confronti delle famiglie». Perché «le uniche proposte a loro favore sono quelle dell'opposizione». Mentre Pisapia «ha soppresso il servizio di Informafamiglia, scippandosi i finanziamenti residui che una legge dello Stato impegnava per servizi di quel tipo». Bocciando poi «l'introduzione del Fattore famiglia che avevo proposto per il pagamento della Tares». E «dei correttivi all'Isee per tutelare le famiglie numerose e quelle affidatarie nell'accesso ai servizi comunali non se ne sa più nulla». Per l'assessore leghista Stefano Bolognini «Pisapia invece di occuparsi di case popolari, periferie, mezzi pubblici o anziani, va a carnevalate offensive e inutili». Critico anche Riccardo De Corato. «Il Comune un giorno censura i manifesti osé con una logica da parrucconi, l'altro sostiene istituzionalmente il corteo dell'orgoglio omosessuale. Un giorno talebani, un altro scollacciati». Imbarazzata anche l'anima cattolica del centrosinistra, ma quest'anno nessuna polemica. «Ché di guai in Comune ce ne sono già abbastanza», dice un colonnello che non vuole infierire. «E ormai fa più notizia chi non ci va».