Il sindaco? Prepara la festa palestinese

Nuova grana politico-diplomatica per il sindaco, Giuliano Pisapia, che deve improvvisarsi ministro degli Esteri di Milano e (far) annunciare una missione mediorientale e una festa palestinese per accontentare l'ala sinistra della sua maggioranza. Dopo il caso Dalai Lama-Cina, stavolta è il Medio Oriente il problema. Tutto nasce con una mozione presentata dalla «Sinistra per Pisapia», che chiedeva un impegno per la liberazione di un calciatore palestinese detenuto con l'accusa di essere legato a presunte attività terroristiche. Alla mozione ha risposto, con una nota tecnica, il direttore del Settore relazioni internazionali del Gabinetto del sindaco, Roberto Santaniello, che ha smontato con la precisione glaciale di un tecnico l'impostazione degli interroganti filopalestinesi. La risposta ha scandalizzato la prima firmataria, Anita Sonego, e non solo. Il coordinatore dei centri islamici milanesi, Davide Piccardo, l'ha sottoposta all'assessore alla Cultura Stefano Boeri (che tempo fa ha promosso l'invito ad Expo della «Palestina»). Boeri ha risposto con un secco ed eloquente «non ci credo». Paolo Limonta, il braccio destro del sindaco (è nelle relazioni istituzionali di Palazzo Marino) ha replicato in modo articolato, spiegando che proprio con Roberto Santaniello «il primo progetto che abbiamo affrontato è stato quello che ci porterà a realizzare, insieme a molte Associazioni milanesi, una settimana della Cultura palestinese molto ricca e significativa che si svolgerà a Milano nel mese di ottobre». La festa è stata concepita come «riparazione» di «Unexpected Israel», fiera che fu ospitata in Duomo un anno fa e fece infuriare la sinistra radicale. Comparirono alcuni farneticanti manifesti anti-israeliani, dopo di che lo stesso Limonta ricevette in Comune il comitato dei contrari, suscitando non poche perplessità nella comunità ebraica.
La festa di ottobre - è sempre Limonta ad annunciarlo - sarà «preceduta, a inizio settembre, da un viaggio che il sindaco Giuliano Pisapia effettuerà in Palestina e Israele, a Betlemme e Tel Aviv città gemellate con Milano. E lì, Pisapia riproporrà la questione che pace in Medio Oriente potrà esserci solo se sarà riconosciuta l'esistenza dello Stato Palestinese». Limonta cita i «diritti», «pace, rispetto reciproco, dialogo». L'impostazione è legittimamente e moderatamente filopalestinese, che non basta certo all'area degli «ultrà» di sinistra, che ora chiedono al sindaco una «rettifica». Il calciatore? Lui intanto è stato liberato.