Sinistra assediata per 15 ore ma non vuole tagliare le tasse

È stata una notte durissima, quella tra mercoledì e giovedì per i consiglieri comunali, reduci da un’altra maratona solo una settimana fa. Venerdì scorso si parlava di tassa sul turismo, che l’opposizione è riuscita a far slittare al 1 settembre, questa volta di addizionale Irpef, ovvero la tassa comunale sul lavoro dipendente, che si somma a Imu e aumento della Tarsu. Nella durissima partita a scacchi durata 15 ore non è stato votato neppure un emendamento, anche se ne sono decaduti 400. «Certo è vero che l’opposizione di ha tenuto sui banchi tutta la notte su un emendamento e mezzo, ma ne abbiamo fatti cadere 400 (293 più 100 inammissibili e 40 ritirati), per me dunque sono state 15 ore spese molto bene» dichiara trionfante Carmela Rozza, capogruppo Pd e autrice dell’emendamento 531 che ha bruciato in un colpo solo 293 richieste di modifica. Così l’opposizione ha affilato le unghie bloccando di fatto i lavori. Alle 5,30 Carmela Rozza propone la sospensione dei lavori per un confronto tra i capigruppo alla presenza del sindaco. Dopo un’ora il centrodestra ritira 40 emendamenti e si sospende la seduta.
Ieri il dialogo tra maggioranza e opposizione per vedere di tagliare le spese e quindi limare la pioggia di tasse che si sta abbattendo sui cittadini è continuato, mentre il consiglio è stata rinviato a questo pomeriggio, dopo il nuovo vertice dei capigruppo. Carlo Masseroli, capogruppo del Pdl, pone un problema democratico: «L’emendamento della Rozza, che di fatto riduce la libertà di azione del consiglio, pone una questione di regole. Il presidente del consiglio non determina le condizioni per avere regole certe: non ci sono certezze, ogni volta cambiano, noi non sappiamo più come muoverci». Perché il dialogo possa continuare «è necessario che la maggioranza metta mano ai tagli, ovvero riduca spese e sprechi in modo serio per alleggerire la pressione fiscale, insostenibile. Parliamo di diverse decine di milioni di euro, solo il gettito Irpef va ridotto di venti milioni, modificando le aliquote. Una cosa deve essere chiara: bisogna ridurre sul serio le tasse, e adesso, non con l’assestamento di bilancio, prevedendo fin da subito cioè un gettito inferiore». Battagliera la Lega, con il capogruppo Alessandro Morelli: «L’amministrazione tagli le spese perché ci sono chiaramente le possibilità di fare delle scelte. La raccolta differenziata sull’umido, per esempio, costa 5 milioni: è una priorità per il 2012, a fronte degli aumenti di tutte le tasse comunali? Così è urgente assumere 300 dipendenti tutti quest’anno?» Condicio sine qua non: «Lo stralcio dei nuovi aumenti Irpef previsti per il 2013 dalla delibera» l’ultimatum di Morelli. Punto si cui la maggioranza sembra essere possibilista: «Un’ipotesi che rimane sul tavolo, non sotto forma di stralcio ma di diverse tabelle, sia chiaro». Il Carroccio è impegnato su fronte Imu, che riguarda il 70% delle famiglie contro le 240mila vittime della stangata Irpef. «Bisogna allargare le categorie soggette a esenzione o sconti. Ancora non sappiamo - attacca Morelli - quanto vale l’imposta sulla seconda casa. Quanto pesa sui commercianti? Palazzo Marino tagli la spesa e alleggerisca i milanesi».
Liberati dal peso di 400 emendamenti - ne rimangono da discutere 91 - la maggioranza sembra più disponibile al confronto: dai 7 milioni di tagli annunciati sull’Imu sulle seconde case regolarmente affittate, più 13 di riallocazione della spesa, il Pd sembra disposto a tagliare fino a 20 milioni. «Non possiamo tagliare l’Imu sugli esercizi commerciali, che rende 73 milioni, ma possiamo ragionare su contributi ai commercianti - specifica Carmela Rozza -. Il margine di manovra, cioè le spese comprimibili ammonta a 320 milioni di euro». La partita è ancora tutta da giocare.