La sinistra può «implodere» già dal primo giorno di Expo

L'Esposizione sarà un banco di prova per Sel e compagni Il Pd li tiene d'occhio e si giocano i voti degli antagonisti

Il 7 febbraio Matteo Renzi venne a lanciare l'«Expo delle idee» all'Hangar Bicocca e la sinistra radicale - guidata dal presidente del Consiglio Basilio Rizzo - organizzò a poche ore di distanza, a Palazzo Marino, un convegno per dare parola a tutti i comitati e movimenti No Expo. I compagni vedono come fumo negli occhi McDonald's e Coca Cola tra i padiglione di Rho-Pero e giorni fa il premier ha definito «un valore» la presenza delle multinazionali all'Esposizione. Due mondi diversi. Due mondi costretti a sopportarsi fino alla fine del mandato, ma già gironi fa il segretario metropolitano del Pd Pietro Bussolati ha avvertito già lunedì, il giorno dopo l'annuncio della non-ricandidatura da parte del sindaco Giuliano Pisapia, che quest'ultimo anno «servirà come un test, poi non ce l'ha ordinato il medico di restare tutti uniti anche nel 2016». Un messaggio ribadito anche ieri ai microfoni di Radio Popolare: parlando di una «visione comune per la città» ha ricordato di «non aver affatto gradito il convegno contro Expo a Palazzo Marino, quando tra le priorità dell'amministrazione c'è proprio Expo». Il primo maggio con i cancelli dell'Esposizione rischia di aprirsi in modo insanabile quella frattura con la federazione della sinistra, e sarà curioso vedere se il patto con Sel reggerà almeno a livello locale al «test» del 2015. Bussolati ribadisca che sono escluse alchimie con il centrodestra e future alleanze con il Movimento 5 Stelle e assicura che «i rapporti con il partito di Vendola» almeno qui sono ottimi, «si è rivelato un alleato fedele e progressista». Ma anche Sel piglia voti dal mondo antagonista che sta organizzando sei mesi di mobilitazioni battezzate sotto la sigla di «AlterExpo». Il clou ovviamente è atteso per il Primo maggio, quando si sono dati appuntamento a Milano No Tav, No Expo e movimenti antagonisti italiani e stranieri. E le agitazioni inizieranno anche prima e dureranno dopo il taglio del nastro: il 30 aprile è fissato il corteo studentesco nazionale e l'avvio del «campeggio internazionale No Expo», il 2 maggio sono previste «mobilitazioni diffuse» per contestare l'Esposizione e il 3 l'assemblea plenaria per lanciare i sei mesi di protesta. Sel in aula a Palazzo Marino ha sostenuto la battaglia contro l'uso dei volontari a Rho-Pero e mal digerisce la presenza delle multinazionali. E si agita sul nome, circolato in questi giorni, del commissario Expo Giuseppe Sala come possibile candidato del centrosinistra: sarebbe un sindaco «troppo acerbo» ha scritto il capogruppo Mirko Mazzali su Facebook. Riferimento all'inchiesta giudiziaria per tangenti che ha coinvolto il suo ex braccio destro, Antonio Acerbo.