Il sipario si alza sulla paella e Medea viaggia in furgone

«Racconti di zafferano» tra talk show e gastronomia La figura mitica è una migrante contemporanea

Antonio Bozzo

«Il piatto italiano che mi piace di più? Niente di cucinato, ma la mozzarella a temperatura ambiente. Poi, sì, se mi capita ordino una pasta cacio e pepe, ma non la saprei preparare». Maria Pilar Pérez Aspa, spagnola che vive in Italia da molti anni, però cucina in teatro, nello spettacolo (in scena fino a sabato al Ringhiera) Racconti di zafferano, un successo ogni sera, come nella scorsa stagione.

«Cucino una paella di pollo e coniglio mentre divago tra le pagine di Cervantes, Vicent, Proust, Montalbàn e altri grandi autori che mettevano il cibo al centro dei loro interessi. Alla fine, io e gli spettatori la paella ce la mangiamo e le chiacchiere continuano».

Se la paella che fumiga in palcoscenico vi sembra uno spettacolo insolito, sappiate che questa settimana c'è anche di più. C'è Medea per strada, destinata a soli sette spettatori per volta, a bordo di un furgone. È la storia di una giovane migrante che racconta la sua avventura umana, amore compreso, prima di finire sulla strada di una città italiana non identificata. Ideato e diretto da Gianpiero Borgia, lo spettacolo (da domani a domenica) è interpretato da Elena Cotugno; si sale sul furgone al Franco Parenti.

Sempre da domani a domenica, il Teatro dell'Arte alla Triennale di viale Alemagna propone Ethica. Natura e origine della mente, di Romeo Castellucci su testo di Claudia Castellucci. Lo spettacolo ha debuttato alla Biennale di Venezia nel 2016. Il teatro di Castellucci è un raffinato incrocio di forme d'arte: pittura, musica, scultura, architettura. Tutti punti di partenza per affrontare la gigantesca figura del filosofo Baruch Spinoza, uno dei padri del pensiero moderno.

Allo Spazio Banterle in corsia dei Servi, sede del Teatro degli Incamminati, recital di Piero Lenardon in unica data venerdì per ricordare il primo bombardamento aereo su Milano, avvenuto cento anni fa, durante il grande scannatoio passato alla storia come Prima Guerra Mondiale.

Si intitola Come un motore nel cielo e ci fa vivere quel maledetto 14 febbraio 1916 quando aerei austro-ungarici sganciarono bombe su Milano provocando diciotto morti civili, i primi caduti sotto l'aviazione di guerra. Con Lenardon, in scena Maria Cremona, Valerio Bongiorno, Tullio Barbato (fondatore e direttore di Radio Meneghina) e il coro «Le voci di mezzo».

Segnaliamo infine che da sabato comincia il Festival «Prova a sollevarti dal suolo», a cura dell'associazione Opera Liquida che lavora all'interno del carcere di Opera. Tra giugno e novembre, saranno nove gli spettacoli, nel teatro del carcere e all'Idroscalo. Si parte con uno spettacolo per bambini, Il lupo e i sette capretti, aperto alle famiglie dei detenuti e al pubblico esterno.