La Sirenetta Filippo Timi porta il teatro in piscina

Strafottente e tragico, interpreta se stesso nel centro balneare Caimi Al Piccolo Grassi, Roberto Herlitzka rievoca il fantasma di Pasolini

Un attore-attore, un attore-regista, un attore che per una volta fa solo il regista, un grande teorico dell'«arte segreta dell'attore». Quattro debutti «al maschile», imperniati su spiccate identità attoriali, espresse anche in termini registici o teoretici, caratterizzano la settimana teatrale milanese. Voce profonda, modulata su toni ora drammatici, ora surreali e grotteschi, l'attore-attore (e che attore!) Roberto Herlitzka interpreta il fantasma di Pier Paolo Pasolini in «Una giovinezza enormemente giovane» (al Piccolo Grassi dal 16 al 26 ottobre). Da un testo di Gianni Borgna, ex assessore alla cultura di Roma, il regista Antonio Calenda ha tratto un collage teatrale in cui si fondono brani originali di film, video sulla situazione attuale delle borgate e frammenti di scritti di PPP. Herlitzka è uno spettro sbigottito che, mentre riepiloga le profezie sull'imborghesimento selvaggio di una nazione, osserva il proprio cadavere arenato sul litorale di Ostia. Strafottente e tragico allo stesso tempo, Filippo Timi interpreta e dirige se stesso (ma anche Lucia Mascino, Marina Rocco ed Elena Lietti tra gli altri) in «La Sirenetta», uno spettacolo nato nel cantiere del centro balneare Caimi, adiacente al Teatro Franco Parenti, dove andrà in scena fino a domenica. Per assistere alla nuova produzione di Timi, impregnata di citazioni del miglior cinema italiano degli anni '60, non si dovrà acquistare un biglietto, ma effettuare una donazione perché prosegua la riqualificazione della storica piscina che la Fondazione Pier Lombardo, in collaborazione con il FAI, sta trasformando in un innovativo centro sportivo e teatrale insieme. Tanto dissacrante quanto esilarante, lo stile di Paolo Rossi affiora nitidamente in «La coscienza di Zeno spiegata al popolo», lo spettacolo (in cartellone al Litta dal 16 al 26 ottobre) di cui è coautore e regista. Audace rilettura in chiave cabarettistica e jazz del libro di Italo Svevo, questo happening teatral-musicale si regge sulla comicità dei Pupkin Kabarett, sui brani per piano e chitarra di Riccardo Morpurgo e Franco Tresciuzzi, e sulla consapevolezza che «la vita – come sosteneva lo scrittore triestino – non è né brutta né bella, soltanto originale». Pubblicato nel 1982, «L'arte segreta dell'attore» è il libro in cui viene riepilogata «l'antropologia teatrale» di Eugenio Barba, il fondatore di una compagnia leggendaria qual è l'Odin Teatret, che nel 2014 festeggia i suoi cinquant'anni di attività.

A questo innovatore del linguaggio scenico del ‘900, che ha contaminato fecondamente le tradizioni recitative di diversi angoli del mondo, l'Elfo dedica dieci fitte giornate di incontri e presentazioni di libri, e uno spettacolo inedito per Milano («La vita cronica», in cartellone dal 14 al 25 ottobre), dedicato ad Anna Politkovskaya e Natalia Estemirova, le scrittrice russe assassinate per aver denunciato la brutalità della guerra in Cecenia.