Slow Food e Eataly bocciano Expo «Pochi contenuti»

Per Petrini è un'occasione persa «Troppo peso alle architetture» Farinetti: «Si poteva fare di più»

«Ognuno di noi ospiti un contadino a casa sua». L'appello arriva da Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, che annuncia per l'inizio di ottobre l'arrivo di migliaia di allevatori e pescatori under 40 da tutto il mondo per l'evento «Terra madre giovani». Tuttavia per gli agricoltori che provengono dai paesi più poveri è impensabile pagarsi aereo e soggiorno. Da qui la richiesta di collaborazione ai milanesi, con una raccolta di fondi che comincerà domani, e al sindaco Giuliano Pisapia che si è già mostrato disponibile. «La partecipazione degli agricoltori - spiega il sindaco - è importante perché Expo sarà il luogo in cui discutere anche del loro futuro». Petrini fa un passo oltre: «La riunione dei contadini di tutto il mondo dà senso a Expo. Senza di loro manca l'anima a questa Esposizione».

La stoccata è rivolta all'effetto Luna Park, alla presenza di multinazionali come Mc Donald's - che tra l'altro è a pochi metri dal padiglione di Slow Food - ai temi proposti e non sempre azzeccati da parte dei Paesi più scenografici. «Expo è un'opportunità persa, mancano i contenuti. È stata data molta enfasi agli Stati, che hanno fatto grandi investimenti in strutture architettoniche - spiega - ma molte di queste strutture all'interno non hanno contenuti».

La proposta di Slow Food, oltre alla valorizzazione delle biodiversità, è aiutare la piccola economia, fuori circuito rispetto alla grande distribuzione. Ad ascoltare lo sfogo di Petrini durante la cerimonia al padiglione, il commissario unico Giuseppe Sala. Che si è preso pure del Cireneo. «La persona più bella del Vangelo - ironizza Petrini - quella che mi sta più a cuore penso sia il Cireneo. Il Cireneo a metà del percorso di Gesù Cristo ha preso la croce addosso e nel prendersi la croce pare abbia preso tante legnate, però ha contribuito ad aiutare Cristo. Il Cireneo dell'Expo si chiama Beppe Sala».

Dell'idea che ad Expo si potesse «fare di più» anche il patron di Eataly Oscar Farinetti, appena tornato da San Paolo in Brasile, dove ha aperto una sede «ancora più bella di quella al teatro Smeraldo». «Expo mi piace molto, con tutte le imperfezioni del caso - spiega - ma per natura sono portato a guardare prima alle cose belle, a ciò che funziona. Sta anche a noi dare una mano a questa Expo». Anche Eataly riunirà tutti gli agricoltori e i contadini italiani. «Abbiamo in programma una giornata dedicata a tutti i nostri fornitori e per loro abbiamo organizzato anche un concerto di Edoardo Bennato». Farinetti promette un grosso impegno anche per ospitare i contadini provenienti da tutto il mondo per Terra madre giovani. Che Expo funzioni è sotto gli occhi di tutti, anche dell'architetto Stefano Boeri, che tuttavia nota una scivolata rispetto al tema sulla nutrizione del pianeta. «Questo e' un grande salone con parecchie sorprese architettoniche - critica girando lungo il Decumano - Per ora tuttavia non si può dire altrettanto dei contenuti».