Smog e siccità, in Duomo si prega per la pioggia

Sabrina CottoneLa pioggerellina è sottile come lama evanescente di guerre stellari. Appanna l'aria senza dare sollievo lì dove la aspettano come manna, alle centraline che combattono con smog e polveri, tra gli spaventapasseri della siccità che guasta i raccolti. La Lombardia non è solo banche e aperitivi, ma regione agricola tra le più importanti d'Europa. È anche per questo che ieri, come il giorno prima, nella Messa della pausa pranzo in Duomo, arriva la preghiera per la pioggia. La chiede il sacerdote, che in confessionale raccoglie tristezze e lacrime. Come quando i raccolti erano il centro della vita, anche oggi chi crede sente il bisogno di alzare gli occhi al cielo per chiedere la benedizione della pioggia.Senza acqua non c'è vita anche per noi, che dell'alternarsi delle stagioni tra piante e alberi non capiamo più o meno nulla ormai, assuefatti alla tecnologia che tutto sembra decidere e risolvere, incapaci di pensare che la pioggia non possiamo darcela da soli. Viene e basta. Sembra strano, quando si organizzano viaggi nello spazio per scoprire pianeti e orizzonti sconosciuti, fermarsi un momento, prendere un attimo di pausa. Non per fare qualcosa ma per chiedere a qualcuno. Sembra un rito antico, desueto, da altre ere e altre latitudini, invocare Dio perché mandi la pioggia. Invece accade ancora nel 2016, nel Duomo di Milano.