Soldi ai partiti, i controlli a società esterne

(...)Con Formigoni che ieri ha incontrato il nuovo leader della Lega Nord Roberto Maroni per blindare la poltrona di governatore. «La Polverini? Si è dimessa per colpe non sue», il commento di Formigoni alla vicenda laziale.
Punto e a capo. Sui costi della politica, invece, è intervenuto il presidente del consiglio regionale, il leghista Fabrizio Cecchetti che alla Prealpina ha raccontato di come agli otto gruppi consiliari più la presidenza vadano 11 milioni di euro. Ma con la Lombardia che ha il costo pro capite più basso d'Italia: 7,7 euro per cittadino, contro i 124 della Valle d'Aosta, i 34 della Sicilia e i 18,5 del Lazio. In particolare al Pdl 3 milioni di euro, 2,5 a Pd e Lega, 550mila a Udc e Idv. E il consiglio regionale ieri ha voluto dare un segnale di trasparenza con una mozione votata trasversalmente da tutti (escluso l'Idv) che chiede ulteriori controlli sui fondi e «la revisione complessiva delle modalità di finanziamento dei gruppi consiliari e delle segreterie politiche della giunta». La richiesta è che i bilanci siano certificati da agenzie o enti indipendenti e che siano resi accessibili, anche on line. E Cecchetti ricorda che nel 2011, in largo anticipo sulla spending review, sono stati risparmiati 817mila euro per il personale delle segreterie, per gli staff e per il funzionamento dei gruppi consiliari. Taglio del 35 per cento a convegni, seminari e patrocini e spese di rappresentanza della presidenza del consiglio regioanle dimezzate passando da 150mila a 72mila euro.
«Il Pdl è da cambiare profondamente - ha tuonato sempre ieri la Santanché, al momento uno dei consiglieri più ascoltati da Berlusconi - È necessaria una rivoluzione. Persone che vedono la politica come stipendio e affari devono essere cancellate dal partito». Sarà anche per questo che di questi tempi si moltiplicano gli incontri tra i colonnelli, come quello dell'altra sera con la lite tra il coordinatore nazionale del Pdl Ignazio La Russa e il presidente della Provincia Guido Podestà. Molti i punti di frizione, a cominciare dalla sostituzione di un consigliere di area an nella Serravalle e dal destino dell'assessore provinciale Gianfranco De Nicola. Ma ad aumentare il nervosismo ci sono anche spifferi dalla procura di Milano che vorrebbero vicina alla conclusione la vicenda delle firme false messe sotto le liste elettorali alle ultime elezioni regionali.
Ieri mattina, invece, al Pirellone la Rete dei patrioti guidata dal consigliere regionale Vittorio Pesato, dall'europarlamentare Carlo Fidanza e dall'assessore regionale del Veneto Elena Donazzan con altri giovani amministratori, ha presentato l'iniziativa «Differenziamoci! Parte la raccolta differenziata per il nuovo centrodestra». Perché «oggi il Pdl rischia di crollare sotto un cumulo di rifiuti». Serve un contenitore all'interno del Pdl, spiega Fidanza, «che giochi per vincere e non per pareggiare o addirittura per perdere le prossime elezioni». Il programma? «Taglio delle tasse e debito pubblico, supremazia dell'economia reale sulla finanza speculativa e soprattutto la politica come ideale e come servizio». Già fissata per il 27 ottobre, racconta Pesato, «un'assemblea ri-costituente del centrodestra perché il Pdl è in crisi e sarebbe un errore continuare a imporre dall'alto programma e candidati». E allora l'idea è di «una legge elettorale con le preferenze e candidati nel centrodestra scelti con le primarie. A ogni livello». Perché, secondo la Donazzan, «il nostro elettorato questa volta è davvero infuriato con noi».