Solo chiacchiere e ideologia Ma Milano ha bisogno di cura

Prima tanta filosofia sui registri per le coppie di fatto e i testamenti biologici, poi i personalismi. Ora finalmente la giunta si accorge che la città va a pezzi

Averne cura. Ci voleva una donna. Ma una come Carmela Rozza, assessore dalle spalle (politiche) grosse e dall'incrollabile senso pratico per far scendere il sindaco Giuliano Pisapia e la sua giunta dalle grandi battaglie progressiste agli inciampi della vita quotidiana. Finalmente dalle stelle alle strade, quelle dove i milanesi finiscono dentro buche diventate ormai crateri. Perché mesi particolarmente piovosi, tonnellate di sale improvvidamente sparse sull'asfalto in attesa di epocali nevicate che poi non si sono viste e anni di scarsa manutenzione hanno reso gli 8mila chilometri un unico, omogeneo groviera. Con rischi per chi guida auto e moto e il Comune costretto a onerosi risarcimenti. Non parliamo poi dei ciclisti, razza protetta (ma solo a parole) da questa amministrazione dove i verdi come pomodori si son subito fatti rossi. E ciao ambiente.

Le buche, dunque. Ne hanno censite di profondeanche mezzo metro. E non erano le peggiori. Una calamità contro cui hanno provato a protestare i milanesi e per la quale il segretario della Lega Matteo Salvini ha aperto una bacheca internet. Niente. De minimis non curat praetor, il pretore non si occupa di cose di poco conto. Perché ancora ieri un collega di giunta della Rozza come Pierfrancesco Majorino, un pezzo grosso come lei nel Pd, postava su Facebook l'ultima fatica del suo assessorato.

«Una guida per i migranti su tutte (tutte, anche quelle “senza permesso”) le scuole di italiano presenti in città. Ci stiamo lavorando in questi giorni». Ecco la filosofia ispiratrice di un'amministrazione che si è molto impegnata per introdurre il registro delle coppie di fatto, che applaude i matrimoni gay sdoganati in Francia (con tanto di adozioni di bimbi) e combatte per il testamento biologico, i diritti dei migranti e dei rom. Alla faccia dei residenti depredati e angariati. E che ha aggiunto all'assessorato alla Sicurezza la delega alla Coesione sociale. Come se per quella non bastasse una cosa semplicissima come il rispetto delle leggi.

Un'amministrazione che detesta le «eccellenze» come la scuola san Giusto contro cui sente il bisogno di organizzare perfino una crociata. E che ovviamente, in tanto bailamme, non ha certo il tempo per occuparsi dell'asfalto che sprofonda. E allora grazie alla Rozza che aggiusta le strade e lascia ad altri la guida per i migranti.

P.S. Assessore Rozza, dovesse servire c'è il consiglio di uno che di asfalti se ne intende, come l'ex vicesindaco Riccardo De Corato che le fa i complimenti perché «in poche settimane ha reperito fondi che nei 22 mesi precedenti Pisapia non era riuscito a trovare». E poi per evitare «le fregature», le raccomanda di «fare dei collaudi dei rattoppi in corso d'opera, così da poter contestare le imprese affidatarie». Destra e sinistra non fa differenza. È così difficile capire che Milano ha tanto bisogno di amministratori così? Poco fumo e tanto lavoro.