«Una soluzione d'emergenza e solo provvisoria»

«Antonio Acerbo è un dipendente della società, e noi non possiamo certo fare l'esame del sangue a tutti i dipendenti». Raffaele Cantone, il presidente dell'Autorità anticorruzione inviato a maggio dal governo a vigilare sugli appalti Expo dopo la raffica di arresti per tangentopoli, ieri dopo il vertice con il commissario unico Giuseppe Sala e del Padiglione Italia Diana Bracco tiene a precisare che loro «e non Acerbo che è solo un dipendente della società» sono i suoi interlocutori istituzionali. Una prima presa di distanza sulla scelta di licenziare «a metà» il manager sotto inchiesta. «I miei poteri - precisa - attengono solo alla legittimità, non all'opportunità delle valutazioni del commissario». Ad Acerbo si dimette da subcommissario, una veste in cui avrebbe ancora avuto voce in capitolo sul progetto Vie d'acqua alla base dell'inchiesta, ma resta a dirigere il cantiere del Padiglione Italia. «Gli appalti per il Padiglione sono già chiusi, non ce ne sono altri da affidare» ammette Cantone, «restano da assegnare solo quelli dell'Albero della vita, ma su questo vedremo». Per anni, aggiunge seduto accanto a Sala, «ho fatto il pm, e so bene che l'informazione di garanzia è solo l'avvio di un procedimento, quindi chiedere o meno un passo indietro ad Acerbo è solo una valutazione di opportunità». Ma «i poteri dell'autorità anticorruzione attengono solo alle questioni di legittimità, e non individuo allo stato attuale particolari problemi». Si toglie dall'imbarazzo. Da via Rovello Cantone si trasferisce in tribunale per un faccia faccia («già programmato») con il capo della Procura Edmondo Bruti Liberati. «Non gli ho chiesto nè mi ha detto più di quanto non sia uscito già sui giornali» premette, ma la linea è più cauta: definisce le dimissioni a metà «una prima soluzione provvisoria. Credo sia dovuta all'emergenza del momento, anche per fare delle valutazioni. Credo sia comunque un segnale positivo essere intervenuti sulla questione principale )le vie d'acqua, ndr.) immediatamente». Non ci sono invece «elementi per commissariare il progetto delle vie d'acqua», che ormai collegheranno il sito alla Darsena dopo Expo.

Polemica a sinistra contro le dimissioni parziali di Acerbo. Il presidente del consiglio comunale Basilio Rizzo e i consigieri Pd Monguzzi, Gabbai e Gentili, anche presidente Commissione antimafia, chiedono di rimuoverlo da tutti gli incarichi.