Sos dei tassisti senza clienti: «Zero chiamate e corse brevi»

Le auto bianche accusano incassi nulli: nessuno chiama e quei pochi chiedono percorsi minimi. Un flop i parcheggi, troppo cari e lontani. Sostare costa 12 euro

Franco ha 41 anni e fa il tassista da sei mesi. Quando ha preso la licenza si è detto: «Ottimo, comincio con Expo, lavorerò di sicuro». Si immaginava code di stranieri in cerca di un taxi, in stile Salone del mobile. Invece si trova nel deserto del piazzale del parcheggio di Roserio, ingresso Est del sito di Rho, sotto un sole cocente ad aspettare uno straccio di cliente. Che non arriva. Idem Fabio, 53 anni, fresco di licenza e Paolo, 44 anni, alla guida dell'auto bianca da poco più di un anno. Per ammazzare il tempo i tre colleghi chiacchierano, leggono i giornali. «Almeno - commentano - possiamo esultare per la notizia di Uber. Per il resto è una tristezza. Non lavoriamo».

Le attese tra una corsa e l'altra durano anche un'ora e quando chiama il cliente di uno degli hotel attorno ad Expo c'è da esultare, anche se il tragitto è talmente breve che frutta meno di 6 euro. È anche capitato che il tassametro, per portare i turisti dagli alberghi vicini al sito, salisse fino a 20 euro. «È colpa del giro dell'oca che siamo costretti a fare in auto - spiega Paolo -. Una gimkana imposta dalla nuova viabilità. Ce ne vergogniamo quasi, il turista pensa che allunghiamo apposta il tragitto per guadagnare di più. Vede i padiglioni Expo a pochi metri e invece resta in auto più di un quarto d'ora».

Sempre più tassisti, quando accompagnano qualcuno ad Expo, scelgono di non fermarsi nemmeno a sostare nel parcheggio di Roserio. Se ne vanno, tornano a Milano. Altrimenti, per recuperare un'ora di attesa, dovrebbero mettere a segno una corsa da 50 euro, impresa decisamente rara. «Le corse da Malpensa sono praticamente nulle - si lamentano - le uniche chiamate che riceviamo dagli stranieri arrivano dalla stazione Centrale. Ma è poca roba rispetto alle previsioni».

Insomma, anche la categoria delle auto bianche paga - in negativo - l'effetto Expo. E nemmeno l'apertura serale per ora sta portando grossi benefici.

Tuttavia ai tornelli di Roserio, i meno battuti del sito, la situazione sembra leggermente migliorata rispetto a qualche settimana fa. Da qualche giorno il commissario unico Giuseppe Sala ha deciso di eliminare tutti i divieti di accesso pedonale nelle vie limitrofe. «Da quel momento abbiamo cominciato a vedere qualche persona in più» conferma un dipendente Expo.

C'è una novità, di cui si sono accorti in pochi: senza i cartelli di divieto d'accesso, la gente può raggiungere l'Esposizione anche in tram, impresa impossibile fino a poco tempo fa. Utilizzare il tram (linea 12 e 16 fino all'ospedale Sacco) significa pagare una tariffa urbana di 1,50 anziché di 2,50 euro e si rivela la strada più economica fra tutte. Ancor più veloce e conveniente del metro e del Passante. In qualche modo i mezzi pubblici arrivano anche nell'ingresso-Cenerentola dell'Esposizione.

Resta invece poco utilizzato il parcheggio auto di Arese, landa desolata di posti vuoti. Alla gente non piace l'idea di sorbirsi 20 minuti di navetta per raggiungere i padiglioni. Lo staff di Expo sta pensando a una nuova strategia per dare più appeal al posteggio: il commissario Sala ha invitato i turisti serali a utilizzarlo invece dei mezzi pubblici. Ma è scomodo, lontano.

Sembra invece tramontare definitivamente l'ipotesi di non far pagare le auto, che ora invece sostengono tariffe giornaliere da 12,20 euro. Il bando, vinto dalla società Arriva, per la gestione della viabilità di Expo non lo permetterebbe. Il posteggio gratis creerebbe grane anche con i silos privati vicini, che potrebbero far ricorso per concorrenza sleale. Ma un'alternativa per gestire il traffico su gomma va trovata.