Sospetta meningite Muore a 19 anni un rugbista inglese

Il giovane del Surrey tornava da una gita a Rimini con i suoi compagni dell'università

Un pullman di giovani universitari partiti dal Surrey, in Gran Bretagna, per una vacanza sulla Riviera romagnola, per tanti inglesi uno dei luoghi di divertimento per eccellenza. Erano in quarantotto e, trascorsi questi giorni d'allegria, erano arrivati alla fine della gita. L'altro ieri hanno lasciato il loro albergo di Marebello di Rimini, sono risaliti in autobus e stavano iniziando il loro viaggio verso casa. È a questo punto che la storia di un viaggio scolastico come tanti scivola su una curva inattesa e terribile.

Uno dei giovani, diciannove anni, sportivo, rugbista nella squadra del suo college, l'University of Surrey a Guildford, nel sud est dell'Inghilterra, si sente male, al punto che nell'area di servizio Somaglia, in provincia di Lodi, l'autobus si ferma e vengono chiamati i soccorsi. Interviene il 112 e il ragazzo, insieme a una persona che lo accompagna, viene trasportato d'urgenza al pronto soccorso di Codogno, dove arriva già in arresto cardiaco. Le prime valutazioni dei medici parlano di sospetta meningite. Poi arriva la comunicazione della morte, con una nota dell'Ats città metropolitana di Milano, in cui si parla di «decesso per sospetta meningite». I risultati dell'autopsia sono attesi entro l'inizio della prossima settimana. Nel frattempo la procura di Lodi ha aperto un'inchiesta.

La vicenda naturalmente ha coinvolto molte altre persone, a partire dal personale dell'albergo di Rimini in cui i ragazzi inglesi avevano soggiornato: una ventina di persone sono state sottoposte a profilassi antimeningococcica. E anche se l'Ats di Milano è stata solo sfiorata dalla vicenda, dal momento che i ragazzi avevano soggiornato a Rimini e l'autobus si è fermato nel Lodigiano solo per l'emergenza ed è subito ripartito, si è trattato di una storia che ha toccato tutti, in ospedale, dove è morto il giovane, e non solo.

Appena è stata formulata la diagnosi di sospetta meningite, il pullman, che aveva ripreso il viaggio, è stato fermato a Bellinzona, dove era arrivato, e lì sono stati sottoposti a chemioprofilassi tutti i giovani che avevano viaggiato con il rugbista diciannovenne morto a Lodi. Si è trattato di misure precauzionali, in attesa dei risultati dell'autopsia che accerterà i motivi della morte. Alla gita sembra avessero preso parte più gruppi universitari: oltre i rugbisti, i giocatori di badminton e le colleghe cheerleaders, ovvero le ragazze che con le loro coreografie atletiche incoraggiano le squadre in campo per le partite.

C'è poi una vicenda che riguarda più direttamente Milano, ovvero le condizioni dell'impiegato 41enne ricoverato al San Paolo giovedì scorso con febbre alta e nausea. Ieri mattina, come ha spiegato l'assessore regionale al Welfare, Giulio Gallera, dopo il prelievo del liquor è stata confermata la diagnosi di meningite. «L'uomo - spiega ancora Gallera - ora si trova ricoverato nel reparto di malattie infettive, in condizioni non critiche». L'uomo non è in pericolo di vita: non avrebbe infatti contratto una sepsi, l'infezione non è diffusa ad altri organi, è in condizioni stabili e le speranze di guarigione sembrano consistenti.

È già stata avviata la profilassi per i contatti stretti, ovvero cinque familiari e quaranta colleghi di lavoro. «Oggi - ha chiarito l'assessore - sono stati sottoposti a profilassi i familiari e una parte dei colleghi, domani si completerà la somministrazione per gli altri impiegati dell'azienda milanese».

Al momento, spiegano ancora dalla Regione, sono in corso ulteriori esami per l'identificazione del ceppo. L'uomo si era sentito male martedì scorso, 4 aprile, accusando febbre alta e brividi. Mercoledì scorso i sintomi si sono acuiti con la comparsa di vomito e rash cutaneo che lo hanno spinto a chiamare la guardia medica, la quale dopo averlo visitato ha immediatamente disposto il trasferimento al pronto soccorso dell'Ospedale San Paolo.

SC