Il sostegno all'ex ministro opzione di rottura a sinistra

Mentre Renzi - alla festa nazionale - glissava su tutti i temi politici, il Pd locale, in pieno marasma pre elettorale, si trova a fare i conti con un'altra ipotesi, evocata ieri: la possibile intesa di un pezzo di centrosinistra con Corrado Passera, leader del movimento «Italia Unica».

L'ex ministro (è stato titolare delle Attività produttive nell'esecutivo di Mario Monti, da cui ha progressivamente preso le distanze) è spuntato nelle indiscrezioni come un possibile candidato anche nel campo del centrosinistra. Passera è stato nel cda del teatro alla Scala e della Bocconi, e ha ricoperto importanti incarichi da manager (è stato ad di Poste Italiane e di Banca Intesa). Inutile dire quale sia il rapporto che può vantare, e garantire, con alcuni influenti mondi della borghesia milanese e lombarda. Proprio a partire dai ragionamenti su queste relazioni è nata l'indiscrezione-ipotesi su una possibile intesa. Il Pd intanto smentisce, e coltiva la speranza che la candidatura di Passera, già presentata con un profilo autonomo rispetto ai due poli, possa sottrarre più consensi al centrodestra, schieramento cui l'ex ministro si proclama più vicino (non fosse che per l'incompatibilità, più volte manifestata, con la Lega di Matteo Salvini). L'ipotesi comunque solleva interesse a Milano. «Se Renzi vuol fare di Milano un laboratorio - ci ha detto l'ex assessore Sergio Scalpelli - può puntare su una figura alla Giuseppe Sala, o addirittura alla Passera. Rompe con la sua minoranza interna e la mette di fronte a un candidato che rappresenta un area riformista, centrale, con una connotazione forte. Allora - ha proseguito - fa un'operazione per cambiare il partito e la coalizione e può succedere qualsiasi cosa. Sarebbe un'operazione coraggiosa e rischiosa». «Se invece - ha proseguito Salpelli - ritiene di dover fare un'operazione che salvaguarda la gran parte della coalizione, magari con un segno diverso per intercettare un pezzo di voto moderato, allora il nome giusto è Ferruccio De Bortoli. Renzi dimostrerebbe ampiezza di vedute e tenuta rispetto alle critiche che gli sono state rivolte. Certo, a sinistra forse perderebbe qualcosina ma parlerebbe a gran parte del mondo moderato».