Sottratti in sei mesi 150 mila euro: «Servivano alla mia pensione»

È morto folgorato nel probabile tentativo di rubare del rame e altro metallo da una cabina elettrica Enel. La triste fine di un imprenditore Basiano, è stata scoperta dai tecnici arrivati nella notte scorsa convinti di dover riparare un guasto. Invece hanno trovato il cadavere di un uomo sfigurato dalla potenza della scarica elettrica che l'ha investito.
Erano infatti le tre del mattino quando una squadra di esperti dell'Enel si è recata presso una cabina, segnalata come guasta, in via Pirandello a Basiano, a fianco della quale c'è una seconda struttura realizzata precedentemente. Appena arrivati sul posto, gli uomini del pronto intervento hanno notato che, stranamente, la porta della seconda cabina era aperta. Si sono avvicinati e quando sono entrati si sono trovati davanti un macabro spettacolo. Il corpo senza vita di un uomo, deturpato dalla forza devastante dell'elettricità, era riverso sul pavimento all'interno della struttura. Si tratta di Claudio Pennati, 51enne piccolo imprenditore edile residente in paese, specializzato nel settore delle forniture.
Sul posto è intervenuto il 118, ma il medico ha solo potuto constare il decesso dell'imprenditore, e i carabinieri della Stazione di Vaprio D'Adda. Non vi è stato alcun dubbio sulla causa del decesso: folgorazione. La cabina elettrica in cui il 51enne si trovava però, non fa riferimento ne alla linea elettrica collegata alla sua abitazione ne a quella collegata alla sua attività. Addosso alla vittima i carabinieri hanno rinvenuto un paio di guanti di gomma e accanto al suo corpo sono stati trovati vari arnesi da carpentiere ed un grosso tronchese. Inizialmente gli investigatori hanno avuto qualche dubbio sulle circostanze dell morte, arrivando persino a ipotizzando la messa in scena per maschera un delitto. Ma i militari, dove aver controllato l'area circostante, non hanno riscontrato indizi circa la presenza di altre persone sul luogo della tragedia o segni di aggressione sul corpo della vittima.
L'unica ipotesi formulabile allo stato attuale dei fatti, è che il 51enne fosse entrato nella cabina elettrica armato di tronchese per rubare del rame, utile alla costruzione di nuovi cantieri edili e parte delle forniture che lui stesso commerciava. Un'azienda che non dovrebbe trovarsi in cattive acque. Ma se per pochi euro un uomo di 51 anni ha rischiato la vita, significa che gli affari non doveva andargli poi tanto bene. Anche perché il bottino da ricavare da una cabina Enel non poteva certo cambiargli la vita. Poco d'altro canto è finora emerso dal passato della vittima: qualche piccolo precedente, ma non per reati contro il patrimonio. La salma di Claudio Pennati è stata infine trasportata presso l'istituto di medicina legale di Milano a disposizione dell'autorità giudiziaria. Sarà l'autopsia a sciogliere ogni dubbio sulla causa della sua morte.