Spacciava ai ragazzini davanti alla piscina, presa

Per loro, i «bambini» stavano giocando a pallone ai giardinetti, quasi un obbligo per un ragazzino di 12 anni durante le vacanze estive. Figurarsi la sorpresa di mamma e papà quando sono stati convocati dai carabinieri per riprendersi i frugoletti sorpresi a comprare hashish da una spacciatrice. Lei invece nel frattempo era finita in carcere con l’aggravante specifica di aver ceduto sostanze stupefacenti a minorenni.
La scoperta è stata fatta dai militari della compagnia di porta Magenta impegnati in controlli in borghese nei vari giardinetti, ormai luoghi prediletti per lo smercio del fumo. Come appunto quelli di piazzale Selinunte dove carabinieri in borghese hanno notato Giuliana De Matteis, in compagnia del suo cane, un labrador nero pece. La donna, 32 anni, è infatti piuttosto nota per la sua attività, avendo anche precedenti specifici.
I rudi investigatori non hanno però potuto celare il loro stupore quando la pusher è stata avvicinata da due studenti delle medie. I ragazzi hanno chiesto il fumo, la donna ha risposto se avevano i soldi, loro li hanno mostrati e lei ha fatto segno di stare attenti. Che non si sa mai: ci fossero in giro dei carabinieri! Così la pusher ha fatto loro cenno di seguirla e lo strano quartetto, la donna, il cane e i due bambini, si è diretto alla fermata dell’autobus, preso un mezzo che li ha portati in via Seganti davanti alla piscina Argelati. Qui avviene la cessione, o meglio il tentativo. Giuliana De Matteis infila la mano nel reggiseno, e tira fuori una briciola di hashish. Per la cronaca 3,5 grammi venduti per 40 euro. Spacciatrice e pure disonesta: un grammo sul mercato non va oltre i 5 euro. Ma del cattivo trattamento commerciale gli acquirenti non hanno avuto modo e tempo di lamentarsi, perché sono saltati fuori i militari e, smesse le barbe finte e sguainati i distintivi, hanno bloccato la compravendita.
Donna e cane sono finiti dietro le sbarre: lei quelle del carcere di San Vittore, «lui» quelle di un canile. I ragazzetti in caserma dove hanno candidamente confessato che non era neppure la prima volta... che sì insomma... qualche tiratina a uno spinello l’avevano già data. Come del resto conferma una recente ricerca dell’Associazione Modavi di Roma, secondo la quale un terzo degli studenti delle medie inferiori ha fumato almeno una volta già a partire dagli 11 anni, e di questi il 16 per cento ne fa addirittura uso giornaliero. Dati su cui dovranno ora meditare i genitori dei due ragazzini arrivati a riprendere i figli: per la cronaca una mamma bidella e un papà piccolo impresario edile.