Spaccio, presi tre pusher cinesi alle Colonne

Avevano appena venduto 6 grammi di «shaboo» a un adolescente

Arrestati dai carabinieri, alle colonne di San Lorenzo, tre giovani cinesi dopo che i militari hanno notato tra i tre un rapido passaggio bustine di plastica e contanti. L'intervento nella notte, intorno all'una. Due, di 28 e 19 anni, sono stati immediatamente perquisiti. Avevano oltre 250 euro in contanti, tutte banconote di vario taglio, dei quali non hanno saputo giustificare la provenienza. Il terzo è invece un quindicenne che nascondeva nelle tasche 6 grammi di «shaboo», una droga a basso costo e molto potente solitamente utilizzata dalle comunità di stranieri.L'intervento dei Carabinieri ha consentito di sorprendere un consumatore italiano e i tre pusher, che si erano attentamente distribuiti i compiti: il più vecchio ha «agganciato» l'acquirente, intascandone il denaro, il secondo ha consegnato la droga, dopo averla prelevata direttamente dalle mani del più giovane, che la custodiva a pochi passi di distanza, in modo da potersi allontanare, eludendo eventuali controlli.E alla fine ci si rende contro di un fatto: cambiano gli spacciatori (ora sono cinesi e non più gli africani), cambiano le età dei consumatori (sempre più giovani), cambiano le droghe smerciate (ora sono pasticche e acidi, una volta era marjuana). Ma lo scenario resta sempre lo stesso: le Colonne di San Lorenzo, uno degli spazi liberi più belli di Milano ma da sempre bistrattato e rovinato da delinquenza e degrado. I ragazzi si trovano a chiacchierare tra le Colonne, si siedono a gambe incrociate di fronte alla chiesa di San Lorenzo, qualcuno suona. Ma l'altra faccia della medaglia delle belle serate a un passo dai Navigli racconta di venditori abusivi, che si aggirano tra la gente con borse frigo piene di birre e bibite. Racconta di spaccio di droga costante, ogni sera. Racconta di rifiuti lasciati ovunque, anche dopo il divieto di stare di fronte ai bar con la bottiglie di vetro in mano. E racconta anche di mal tolleranza nei confronti del rumore, ma quello, forse, è il male minore.