«Spesi 300 milioni per lavorare meglio»

C’erano anche il premier Mario Monti e l’amministratore delegato del gruppo Vittorio Colao ieri a inaugurare il Vodafone village in fondo a via Lorenteggio per ospitare i 3mila dipendenti della società che lavorano a Milano. Un complesso eco-tecnologico da 67mila metri quadrati, con asilo nido aziendale e auditorium da 400 posti aperto anche a eventi esterni.
Paolo Bertoluzzo, lei è l’amministratore delegato di Vodafone Italia, come si fa a investire 300 milioni di euro in una nuova sede?
«Ci vuole coraggio e insieme fiducia nel futuro. E questo borgo moderno che si rifà alla più antica tradizione architettonica italiana, è il simbolo di un’azienda che investe sull’avvenire».
Di questi tempi non è facile.
«Abbiamo passato momenti facili e difficili, ma la nostra è un’azienda robusta. Ecco, il nostro coraggio è basato su una forza costruita nel tempo».
E il futuro?
«La comunicazione, il prodotto di cui ci occupiamo, sarà sempre più necessaria. Avremo sempre più possibilità di lavorare».
Il premier Monti, tagliando il nastro rosso, ha detto che l’Italia si è spostata dal precipizio della crisi, ma ora il cratere si è allargato e ci rincorre.
«È una significativa coincidenza che questa inaugurazione avvenga il giorno dopo l’approvazione del disegno di legge del governo sullo sviluppo»
Perché avete scelto proprio Milano?
«Siamo nati a Ivrea, ma siamo cresciuti nel Milanese e adesso abbiamo voluto riunire tutte le 3mila persone che erano sparse nei 15 diversi edifici tra Milano e Corsico. Lavorare sarà più semplice».
Anche per le donne che avranno a disposizione un asilo nido per sessantasei bambini.
«In un anno abbiamo 300 maternità e dunque statisticamente penso altrettante paternità».
Il sindaco Giuliano Pisapia ha detto che a Milano non ci devono più essere periferie, ma diverse municipalità.
«Questo intervento nasce dalla riqualificazione di un’area industriale dismessa e diventa un segnale tangibile della nostra fiducia nel futuro. Ed è stato realizzato solo in tre anni e mezzo».
Per la vostra azienda questo cosa significa?
«Testimoniare l’impegno a lungo termine, il suo contributo alla crescita del Paese. Vodafone ogni anno in Italia investe un miliardo di euro. Primo investitore estero».
Avete raccomandato agli architetti Gantes e Morisi grande innovazione, ma anche il rispetto del territorio.
«Una cittadella ecosostenibile creata per i nostri dipendenti, ma anche aperta ai clienti e al territorio circostante. Dove sperimentiamo e applichiamo i nostri servizi più avanzati».
Tre palazzi uniti da ponti con una piazza centrale.
«Con grande sostenibilità ambientale. C’è un giardino fotovoltaico da mille metri quadrati con pareti ricoperte da un cemento “bianco” fotocatalitico che respira ed elimina lo smog che viene lavato via dall’acqua piovana».
Con che effetto?
«Le emissioni di anidride carbonica prodotte dall’edificio sono dimezzate. Un impianto di trigenerazione consente l’indipendenza energetica, con un risparmio annuo di un milione di metri cubi di gas, 2mila tonnellate di Co2».
Se lei ha fiducia nel futuro, anche i giovani devono averne?
«Bisogna stare attenti a parlare solo di fiducia nel futuro, i giovani devono avere fiducia in se stessi».
Per questo qui c’è un Learning center dove erogate un milione di ore all’anno di formazione e aggiornamento?
«I giovani devono continuare a investire su se stessi, sulla propria formazione. Essere flessibili e di bocca buona».
E poi?
«Chi merita ce la fa sempre. Oggi è più difficile, ma alla fine i migliori ce la faranno».